L'amministrazione comunale di Palermo potrebbe indurre un nuovo concorso per vigili urbani, esponendosi a un rischio di danno erariale. Il Comune di Monreale ha già approvato una graduatoria ufficiale della propria selezione pubblica. Per legge, gli enti locali dello stesso bacino territoriale, come la Città Metropolitana e il Comune di Palermo, possono stipulare una semplice convenzione per attingere a questi profili qualificati. La convenzione permetterebbe zero costi di organizzazione, tempi azzerati per l'immissione in servizio degli agenti e profili con requisiti sovrapponibili alle mansioni richieste nel capoluogo.
A trasformare la scelta di un nuovo bando in un potenziale illecito amministrativo è la giustizia amministrativa. Con la storica sentenza n. 14 del 28 luglio 2011, l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha sancito che lo scorrimento delle graduatorie vigenti è la regola ordinaria per coprire i posti vacanti. Bandire un nuovo concorso in presenza di idonei è un'eccezione straordinaria, che richiede una motivazione analitica e stringente. Senza questo passaggio, l'atto rischia l'annullamento per eccesso di potere e difetto di istruttoria.
Il rischio più pesante si sposta sul fronte finanziario. La magistratura contabile ha più volte ribadito che spendere soldi pubblici per nuove procedure concorsuali, quando si ha a disposizione una graduatoria a costo zero nello stesso territorio, configura un danno erariale diretto. Le spese per i commissari e la logistica verrebbero considerate sprechi ingiustificati. Inoltre, la responsabilità contabile è personale: a pagare di tasca propria l'eventuale danno non sarebbero le casse comunali, ma i singoli dirigenti e gli esponenti politici che hanno firmato gli atti.
Il parere del Consiglio di Stato
La sentenza del 2011 stabilisce un principio preciso. Lo scorrimento delle graduatorie vigenti è la regola ordinaria per coprire i posti vacanti. Bandire un nuovo concorso in presenza di idonei è un'eccezione straordinaria. Tale eccezione richiede una motivazione analitica e stringente. Senza questo passaggio, l'atto rischia l'annullamento per eccesso di potere e difetto di istruttoria.
Le richieste degli idonei
La vicenda chiama in causa direttamente la governance locale. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ricopre per legge anche la carica di sindaco metropolitano. Spetta a lui la responsabilità di coordinare le risorse e tutelare le casse di entrambi gli enti interessati. Nel frattempo, cresce la tensione tra le forze sindacali e il Comitato degli idonei del concorso di Monreale. Il gruppo teme che la corsa al nuovo bando risponda a logiche di consenso elettorale piuttosto che all'efficienza. Gli idonei hanno già inviato una lettera formale ai vertici di Palazzo delle Aquile e Palazzo Comitini per chiedere un incontro urgente, rimasto finora senza risposta. Se le amministrazioni dovessero procedere con il nuovo bando, il comitato è pronto a presentare un esposto formale alla Procura Regionale della Corte dei Conti e ai Collegi dei Revisori dei due enti.