Nove persone sono state denunciate e a tre di esse è stato notificato un provvedimento cautelare di obbligo di dimora tra i comuni di Bagheria e Casteldaccia. È questo il bilancio di un'indagine in materia ambientale condotta dai militari della guardia costiera di Porticello con i colleghi della Capitaneria di Porto di Palermo, come risulta dall'articolo pubblicato su BlogSicilia il 24 ottobre 2026.
Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica Umberto Puiatti della procura di Termini Imerese diretta da Angelo Vittorio Antonio Cavallo, hanno accertato la gestione non autorizzata di una discarica di rifiuti speciali e pericolosi. Per due degli indagati è stata inoltre rilevata l'accusa di combustione illecita. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, gli indagati si occupavano di raccolta, trasporto, deposito e smaltimento incontrollato di materiali, provvedendo in diversi casi ad incendiare i rifiuti e provocando danni all'ambiente.
Il blitz, a cui hanno preso parte 50 militari e 10 mezzi della guardia costiera, ha portato al sequestro di 4 veicoli, 3 terreni agricoli e 3 unità immobiliari per un'estensione complessiva di circa 5.000 metri quadrati. Nelle aree utilizzate per ammassare i rifiuti i militari hanno trovato frigoriferi, carcasse di autoveicoli, componenti meccanici con tracce di olio esausto, lastre di eternit, cavi elettrici, batterie al piombo, apparecchi di refrigerazione contenenti gas e parti di televisori ed elettrodomestici.
L'indagine e le modalità operative
Le attività investigative si sono basate su videoriprese, tracciamenti Gps, appostamenti e pedinamenti, anche notturni, ha riferito la fonte. Grazie a queste metodologie è stata ricostruita la struttura dedita allo smaltimento illegale sistematico. La direzione delle operazioni è stata affidata ai militari della guardia costiera di Porticello in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Palermo, sotto la coordinazione del pm di Termini Imerese.
I sequestri e il materiale rinvenuto
Durante le operazioni di sequestro sono stati immobilizzati quattro veicoli, tre terreni agricoli e tre unità immobiliari. L'estensione totale delle aree interessate si attesta intorno ai 5.000 metri quadrati, come precisato nella relazione degli operatori. Nei luoghi controllati sono stati rinvenuti materiali di vario tipo, tra cui carcasse di autoveicoli, lastre di eternit, batterie al piombo e componenti con tracce di olio esausto.
I nove denunciati dovranno rispondere dell'accusa di gestione non autorizzata di discarica di rifiuti speciali e pericolosi. Per due di essi l'accusa integra anche il reato di combustione illecita. Il procedimento è ora affidato all'autorità giudiziaria della procura di Termini Imerese, che completerà le indagini preliminari.