Palermo, 27 ottobre 2026. Il Tribunale di Palermo, sezione Lavoro, ha condannato l'Asp a risarcire tre operatori sanitari assunti durante l'emergenza Covid con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, riconoscendo il rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato. La sentenza impone all'azienda sanitaria di iscrivere i tre ricorrenti nella gestione dipendenti Inps e di corrispondere a ciascuno un risarcimento pari a 8.051,36 euro, oltre rivalutazione monetaria, interessi legali e spese di giudizio.
I tre lavoratori erano stati reclutati dall'Asp nel 2020 per servizi presso la Fiera del Mediterraneo e altre strutture della provincia. I ricorsi sostengono che i collaboratori fossero sottoposti a vincoli orari, inseriti in turnazioni prestabilite e soggetti al controllo diretto dell'Azienda, caratteristiche tipiche del lavoro subordinato. Il Tribunale ha accolto la tesi, richiamando un principio consolidato della Cassazione: non conta il nome attribuito al contratto, ma le modalità effettive con cui il rapporto viene svolto.
Nelle motivazioni della sentenza emerge come i lavoratori non disponessero di alcun margine di auto-organizzazione e operassero all'interno di un sistema gerarchico caratterizzato da turni programmati, controllo delle presenze e direttive impartite dai responsabili. Dopo la chiusura dell'hub vaccinale, i ricorrenti hanno continuato a svolgere mansioni amministrative e attività di ricevimento del pubblico identiche a quelle del personale dipendente, negli stessi uffici, con i medesimi strumenti e negli stessi orari di lavoro.
I risarcimenti
L'Asp dovrà iscrivere i tre ricorrenti nella gestione dipendenti Inps e corrispondere a ciascuno un risarcimento di 8.051,36 euro. Gli avvocati Francesco Stallone, Giuseppe Mandalà, Nelli Scilabra, Filippo Ficano e Filippo Gallina hanno assistito i lavoratori, sostenendo che le modalità concrete di svolgimento dell'attività non fossero compatibili con un semplice rapporto di collaborazione.
Le dichiarazioni
Gli avvocati Stallone e Mandalà hanno espresso soddisfazione: "Il Tribunale ha messo al centro la realtà del lavoro. Chi ha garantito servizi essenziali nel momento più difficile del Paese si è visto finalmente riconoscere ciò che era realmente: un lavoratore subordinato". L'avvocato Scilabra ha aggiunto: "I lavoratori operavano seguendo turni, indicazioni e controlli dell'Azienda, esattamente come i dipendenti".
Il precedente
La decisione del tribunale di Palermo potrebbe aprire la strada ad altre iniziative legali da parte di personale reclutato durante l'emergenza pandemica con formule contrattuali analoghe. La sentenza ribadisce che quando le modalità concrete della prestazione rivelano l'esistenza di un rapporto gerarchico, la qualificazione formale del contratto non è sufficiente a escludere la subordinazione. La sentenza è stata resa pubblica il 27 ottobre 2026. L'Asp dovrà ottemperare nei termini previsti dalla legge.