L’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo ha inviato il primo ottobre una nota all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente e all’Ufficio Speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti della Regione Siciliana. La missiva contiene nuove osservazioni sul progetto dell’inceneritore di Bellolampo, sollevando dubbi sulla Valutazione d’impatto sanitario depositata.
I rilievi dell’ASP coincidono con quelli espressi il giorno precedente, 30 settembre, da Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, CGIL Sicilia e Italia Nostra Sicilia. Le associazioni definiscono la convergenza come conferma che le richieste non sono ideologiche ma sostanziali.
Le osservazioni sanitarie
L’ASP afferma che è necessario approfondire diversi aspetti ai fini di una più completa valutazione dell’esposizione della popolazione e dei potenziali effetti sanitari. La nota specifica che non è sufficiente calcolare l’esposizione agli inquinanti dell’intera popolazione palermitana. Va effettuata una valutazione più complessiva e dettagliata, calcolando a quanti inquinanti sarà esposta la popolazione delle aree limitrofe all’impianto.
L’Agenzia sanitaria richiede inoltre una valutazione del potenziale impatto sulle fasce più sensibili, come bambini, anziani e donne in gravidanza. L’analisi delle emissioni atmosferiche dovrà essere estesa a suolo, acque superficiali e sotterranee, tenendo conto della presenza di aree agricole, pascoli e attività zootecniche.
Monitoraggio e catena alimentare
L’ASP chiede che venga svolto un monitoraggio ante operam, cioè degli attuali livelli di inquinamento. Tale rilevazione servirebbe a valutare in modo concreto se e quanto, con l’inceneritore, l’inquinamento aumenterà. La valutazione preliminare servirebbe anche a misurare l’attuale esposizione agli inquinanti della popolazione di un’area metropolitana già oggi esposta agli effetti di un traffico veicolare estremamente pesante e congestionato.
I due fattori di inquinamento, secondo l’ASP, andrebbero a sommarsi con effetti potenzialmente devastanti sulla popolazione palermitana. La nota sottolinea la necessità di valutare la possibile deposizione degli inquinanti e il loro eventuale trasferimento nelle produzioni agricole e zootecniche, nonché la conseguente esposizione della popolazione attraverso la catena alimentare.
La posizione delle associazioni
I rappresentanti di Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, CGIL Sicilia e Italia Nostra Sicilia dichiarano che i documenti depositati fino a questo momento sono assolutamente insufficienti per formulare la VIS. Chiedono che i progetti vengano fermi al fine di poter svolgere valutazioni tecniche più approfondite e accurate.
Nel comunicato stampa le associazioni aggiungono: alla luce dei severi rilievi espressi dalle autorità sanitarie e ambientali, non comprendono come il Presidente della Regione non abbia ancora avviato un’inchiesta pubblica per garantire trasparenza e partecipazione alle comunità locali. Chiedono ufficialmente ai Comuni di Palermo e di Catania di farsi promotori istituzionali della richiesta di trasparenza.
Il testo della nota dell’ASP è disponibile sul sito di Italia Nostra Sicilia e non risulta ancora una risposta ufficiale da parte dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente.