Palermo. Una maxiinchiesta della squadra mobile sta ricostruendo un sistema di tangenti legato alle gare per il cappotto edilizio. Il primo tassello emerge da un ascolto effettuato nell'abitacolo di un'automobile. Mario Lupo, presidente della Samot Onlus, era al centro di un monitoraggio per presunte pratiche corruttive nelle prestazioni sanitarie in convenzione. Con lui c'era Luigi Zancla, presidente della Samo Onlus. I due avevano scelto l'auto per parlare di tematiche di tale rilevanza da richiedere la massima riservatezza. Le microspie, piazzate su decreto del gip, hanno registrato il colloquio.

Dall'ascolto è emersa una richiesta precisa. Loro avrebbero chiesto l'assunzione presso una delle loro società consortili di una consigliera del Comune di Gravina di Catania. La donna è vicina a Giuseppe Geremia Lombardo, membro dell'Assemblea Regionale Siciliana. L'assunzione sarebbe stata la moneta di scambio per garantire il sostegno politico del parlamentare Ars in commissione. La consigliera non figura nel registro degli indagati.

La Samot Onlus e la Samo Onlus sono società consortili che operano nel settore sanitario. I presidenti Lupo e Zancla sono under indagine per le pratiche corruttive iniziali. L'uso dell'automobile come luogo di incontro era funzionale alla necessità di riservatezza. Le autorità giudiziarie hanno autorizzato le intercettazioni con decreto del giudice per le indagini preliminari.

Il filo delle intercettazioni

L'indagine è nata quasi per caso. Faceva parte di un fascicolo giudiziario diverso, poi è diventata il perno di un'inchiesta più ampia. I filoni indagati riguardano anche le rinnovabili e la gestione dei rifiuti. I verbali e le microspie hanno permesso di tracciare tutte le tappe del sistema. Il nome di Giuseppe Lombardo compare nella ricostruzione come nipote di Raffaele Lombardo.

Giuseppe Geremia Lombardo è componente dell'Assemblea Regionale Siciliana. La consigliera di Gravina di Catania gli è vicina politicamente. Il suo sostegno in commissione sarebbe stato decisivo per le deliberazioni in materia di cappotto. L'indagine di Palermo sta seguendo le tracce emerse dalle intercettazioni.

La moneta di scambio

Secondo quanto risulta dagli atti, il sostegno in commissione era la contropartita ricercata. La consigliera di Gravina di Catania sarebbe entrata in una delle società consortili grazie a questa mediazione. Il parlamento regionale avrebbe così garantito appoggio nelle sedute utili per le deliberazioni. L'indagine procede con le tradizionali modalità giudiziarie.

Dal titolo dell'indagine si evince che i denaro sarebbero stati occultati in un orologio a pendolo di Armao. Questo particolare fa parte della ricostruzione dei metodi utilizzati per nascondere le tangenti. Le società consortili coinvolte operano nel settore delle rinnovabili e dei rifiuti, come indicato dai filoni investigativi. L'inchiesta collega le pratiche corruttive sanitarie a queste altre aree. La maxiinchiesta di Palermo sta unendo i vari tasselli.

L'inchiesta è ancora in corso. Gli indagati sono quelli già noti per le pratiche corruttive sanitarie. Le nuove rivelazioni potrebbero portare ad altri procedimenti. La magistratura di Palermo sta valutando i riscontri emersi.