I ladri sono entrati nell’area di cantiere della società consortile Phos srl, aggiudicataria di un appalto comunale per l’ammodernamento dell’illuminazione dallo Sperone a Brancaccio. È stato rubato un grosso camion con due costosi escavatori e attrezzi. Il fatto è avvenuto in via Conte Federico, dove il piazzale era usato come area parcheggio per i mezzi dei lavori. Era da poco trascorsa la mezzanotte quando, secondo una prima ricostruzione, i ladri sono penetrati nel piazzale. Ad accorgersene, la mattina seguente, sono stati i responsabili della ditta che hanno chiamato il 112.

I poliziotti del commissariato Brancaccio, non potendo fare affidamento sulle immagini di alcuna telecamera di videosorveglianza, si sono concentrati su altri elementi. Grazie a un sistema di geolocalizzazione gli investigatori sono riusciti a rintracciare un segnale proveniente dalla zona di via Galletti. Dopo aver scandagliato tutti i terreni abbandonati, o comunque lontani da occhi indiscreti, i poliziotti hanno individuato il camion, con il blocchetto dell’accensione con evidenti segni di effrazione. Sulla refurtiva c’erano sia gli escavatori e il resto dei materiali rubati, ma anche altre attrezzature di provenienza furtiva riconducibili a un altro furto avvenuto in zona poche settimane prima.

Indagini su intimidazione

Terminati i primi rilievi, gli agenti del commissariato Brancaccio hanno ascoltato il direttore dei lavori e il responsabile dell’impresa per cercare di capire se recentemente fossero stati avvicinati da qualcuno o se avessero ricevuto richieste sospette. La polizia deve chiarire se si tratti di un episodio isolato o di un avvertimento. Il camion è stato trovato tra alcuni terreni abbandonati con l’accensione danneggiata.

Precedenti incendi

Mesi fa, agli inizi di marzo, erano stati registrati due incendi sospetti in via Antonio Saetta, a due passi da via Messina Marine, e un altro in viale Amedeo d’Aosta. Nel primo rogo sono andati a fuoco quattro camion parcheggiati in un’area riconducibile a un imprenditore che ha denunciato il pizzo, mentre nel secondo è stato danneggiato un escavatore della Neocos srl utilizzato per i lavori nel cantiere della fognatura. Due episodi in rapida sequenza che avevano destato preoccupazione tra i cittadini, ignari del fatto che gli investigatori avrebbero colpito di lì a poco nel mandamento di Brancaccio-Corso dei Mille.

A metà aprile, dopo il blitz e il fermo di 32 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi, trasferimento fraudolento di valori e traffico di stupefacenti, è emerso che dietro alcuni di questi fatti c’erano degli indagati vicini a Cosa nostra, che avrebbero incaricato qualcuno di appiccare le fiamme per lanciare un messaggio inequivocabile ai titolari delle aziende perché si mettessero in regola. Le indagini sono condotte dal commissariato Brancaccio. Il veicolo è stato recuperato con segni di effrazione sul blocchetto dell’accensione e i materiali sono stati restituiti alla ditta.