TOTÒ CUFFARO HA PATTEGGIATO TRE ANNI PER CORRUZIONE E TRAFFICO DI INFLUENZE. L’ex governatore della Regione risponde dell’inchiesta sulla sanità: quindici operatori socio-sanitari presunti assunti con concorso pilotato alla Villa Sofia di Palermo, più la gara per i servizi di ausiliariato all’Asp di Siracusa. La pena residua è stata convertita in lavori di pubblica utilità. Il gip gli ha imposto di non frequentare persone che ricoprono cariche politiche e legislative.

La Dc resta comunque al governo della Regione, con Nuccia Albano in giunta. Questa è la notizia. Non la condanna di un uomo: la poltrona che resta calda anche quando l’uomo se ne va.

Il meccanismo

Cuffaro è un capitolo, non un caso isolato. Attorno ci sono almeno altri otto fascicoli che raccontano lo stesso sistema. A Cannes, gli affidamenti diretti alla società lussemburghese Absolute Blue sono saliti dai 94 mila euro del 2021 agli oltre 2,2 milioni del 2022, fino al progetto da 3,7 milioni bloccato da Schifani nel 2023. A luglio la Procura regionale della Corte dei conti ha citato in giudizio due dirigenti del Turismo per un danno erariale di circa 250 mila euro. Su SeeSicily, il piano turistico da 75 milioni nato dopo il Covid, Bruxelles ha considerato irregolari spese per 10,9 milioni. Con le somme non certificate il conto sfiora i 21 milioni.

Palazzo dei Normanni non sta meglio. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha scelto il giudizio immediato ed è a processo per corruzione, con Regione e Assemblea costituite parte civile. L’assessora al Turismo Elvira Amata è rinviata a giudizio: secondo l’accusa avrebbe ottenuto l’assunzione del nipote e il pagamento di un alloggio, circa 4.600 euro più Iva, in cambio di un finanziamento pubblico da 30 mila euro. Processo il 7 settembre. Per Forza Italia, Michele Mancuso è ai domiciliari per tre tangenti da 12 mila euro complessivi dopo aver favorito un finanziamento regionale al «Settembre nisseno», misura confermata dalla Cassazione. Riccardo Gallo Afflitto si è dimesso dall’Ars dopo i domiciliari nell’inchiesta «Corte dei Miracoli» sul Cefpas, dove secondo il gip si distribuivano incarichi, consulenze e assunzioni.

E poi c’è il Cas delle autostrade siciliane. Il Tar del Lazio ha confermato la sanzione Antitrust da 500 mila euro per i pedaggi pieni riscossi nonostante cantieri e restringimenti. La procura di Termini Imerese ha contestato 266 episodi di peculato a cinque dipendenti e a un esterno. La Dda di Messina ha ottenuto dodici misure cautelari contro una presunta struttura aziendale «ombra» che condizionava appalti pubblici. Infine il cosiddetto pagnottismo: Maurizio Scaglione e le società a lui riconducibili hanno raccolto affidamenti per comunicazione e promozione da assessorati, Presidenza ed enti regionali, fino ai 58.500 euro assegnati per il 2025 a ilSicilia.it con la legge sull’editoria.

Le conseguenze per i deboli

Chi paga sono i pazienti nelle liste d’attesa dei concorsi pilotati, i comuni che aspettano fondi finiti in affidamenti di amicizia, i cittadini che passano dai cantieri delle A18 e A20 pagando il pedaggio pieno. E pagheranno ancora: a settembre arriva all’Ars una manovra da circa 400 milioni, con 130 milioni lasciati agli emendamenti dei partiti e 50 al Fondo per le iniziative territoriali. Lo stesso rubinetto, ricaricato. Sul capitolo Costanza I, la nave da quasi 143 milioni, il governatore ha rivendicato il 21 luglio «rigore e trasparenza» e l’assessore Aricò invita i critici a una traversata documentata. Le cinque domande di Davide Faraone sulla procedura restano intatte.

La domanda