Notte insonne a Scopello, frazione di Castellammare del Golfo, nel Trapanese. Un vasto incendio ha bruciato diversi ettari di vegetazione e minacciato le case. Alcune persone sono state evacuate dalle proprie abitazioni per precauzione e sono rientrate solo quando le fiamme sono state domate. Per riuscirci sono servite quattro squadre dei vigili del fuoco. E la stagione non ha finito di scaldarsi: l’anticiclone africano riporta valori fino a 8-10 gradi oltre le medie, con la rimonta che partirà proprio dalla Sicilia.

Un rogo di notte con le famiglie in strada non è un incidente meteo. Racconta un territorio lasciato con il bosco secco a portata di fiammifero e con squadre antincendio contate sull’emergenza invece che sulla prevenzione.

Il meccanismo

La catena è nota e ogni anno si ripete identica. Estati sempre più lunghe e torride lasciano la macchia mediterranea secca come esca. La prevenzione, che sarebbe potatura, fasce tagliafuoco, sorveglianza, costa e non fotografa bene. Lo spegnimento, che costa dieci volte tanto, arriva comunque. Quattro squadre in un’unica notte a Scopello non sono un numero di cronaca: sono il preventivo non speso a primavera.

Poi il termometro risale. Gli enti di previsione indicano valori termici fino a 8-10 gradi oltre le medie di stagione, con la rimonta africana che apre proprio dalla Sicilia. Ogni grado in più asciuga la vegetazione e allunga la lista dei prossimi roghi. È un ciclo che si alimenta da solo: il caldo prepara l’esca, l’esca produce l’incendio, l’incendio riempie i telegiornali, e nessuno torna a occuparsi del bosco quando piove.

Le conseguenze per i deboli

Chi evacua di notte a Scopello sono famiglie che hanno messo tutti i risparmi in una casa tra gli ulivi. Chi respira il fumo sono anziani e bambini, le categorie che il caldo estremo colpisce prima e più duramente, in case dove il condizionatore è una spesa che si rimanda. Chi combatte le fiamme sono vigili del fuoco e volontari in turni che nessuna busta paga compensa.

E chi incassa? La catena del dissesto idrogeologico post-incendio, con frane e smottamenti che arriveranno con le prime piogge, e i cantieri di ripristino assegnati a chi li aspettava. Ogni disastro ha i suoi profittatori pazienti.

La domanda