**Manuela Maggio ed Emanuele Bartolotta, genitori di Anna Rosa Bartolotta, la bimba morta a quattro anni per difterite il 19 agosto all'Ospedale Civico di Palermo, hanno depositato in Procura una denuncia querela contro i tre ospedali che hanno avuto in cura la figlia: il Cervello, il Civico e l'Ospedale dei bambini.** Le cure sono coperte dall'arco di tempo tra il 13 e il 19 agosto. I familiari, indagati per la morte della bambina, hanno nominato come proprio consulente il professore Municinò.
Una bimba muore di difterite nel 2026, in una città europea, e la discussione pubblica finisce in tribunale tra accuse incrociate. Nessuno chiede come sia possibile che la memoria clinica di una malattia che il vaccino aveva cancellato sia sparita così in fretta da tutto il sistema.
**Il meccanismo.**
Il caso Palermo ha due binari paralleli che non si incontrano mai. Sul primo ci sono i genitori, che escono dal banco degli imputati e passano a quello della parte offesa: denunciano gli ospedali per il modo in cui la piccola è stata curata nei sei giorni finali, e si tutelano con un consulente di parte. Sul secondo c'è la Regione, che risponde all'emergenza con una task force per rafforzare le vaccinazioni pediatriche. L'Ordine dei Biologi della Sicilia segnala però che nella task force non è stato previsto il coinvolgimento di alcun biologo, e definisce l'esclusione incomprensibile. È il dettaglio che racconta il metodo: davanti a un'emergenza sanitaria che rimette in discussione decenni di sicurezza immunitaria collettiva, l'apparato regionale costruisce la risposta a compartimenti stagni, dove chi ha le competenze di laboratorio resta fuori dalla stanza. Il risultato è un sistema che reagisce sempre, e non prevale mai: indaga la magistratura su una parte, difende sé stessa l'altra, e la catena che avrebbe dovuto proteggere Anna Rosa viene ricostruita solo a posteriori, da avvocati.
**Le conseguenze per i deboli.**
Le famiglie siciliane guardano questa vicenda e imparano una lezione amara: quando un figlio si ammala, la qualità della diagnosi dipende da un sistema sanitario sottoorganico e frammentato, e quando qualcosa va storto la strada per capire perché passa dagli avvocati, non dalla trasparenza. Chi può si paga cure private. Chi non può si affida agli ospedali denunciati oggi, gli stessi che domani cureranno i suoi figli. Nel frattempo la task force lavora senza biologi, e i biologi fanno comunicati. La distanza tra chi decide e chi sa è il vero costo di questa storia, e lo pagheranno i bambini che verranno dopo Anna Rosa.
**La domanda.**
Se per capire perché è morta una bimba di difterite nel 2026 servono consulenti nominati da entrambe le parti, a cosa serve il servizio sanitario regionale?