Il 22 agosto 2006, a Tommaso Natale, una borgata di Palermo, sei colpi di pistola uccidano Giuseppe D'Angelo, 63 anni, ex bar, incensurato, estraneo a Cosa Nostra. Domani, 22 agosto 2026, è il ventesimo anniversario. Libera Palermo organizza una commemorazione: messa 19, chiesa San Giovanni Battista, poi la corona in piazza intitolata alla vittima nel 2017.
Non è un errore di persona. È l'esAMPLE preciso di come la mafia uccida un uomo per sbaglio, e continui a uccidere.
Il meccanismo. Il vero obiettivo era Bartolomeo Spatola, detto Lino, capomafia di Tommaso Natale. D'Angelo gli somigliava in modo impressionante. Il killer se avvicinò e gridò Lino per attirare l'attenzione. D'Angelo se voltò. Aveva creduto che stessero chiamando lui. Quel movimento del capo bastò ai sicari per avere la conferma.
Secondo la ricostruzione del collaboratore di giustizia Gaspare Pulizzi, chi sparò non aveva mai visto Spatola in faccia. I sopralluoghi erano fatti davanti al fruttivendolo. Era il dove, secondo le indicazioni ricevute, il boss si trovava sempre. I testimoni reagirono lanciando frutta contro i killer. Sicari, disorientati, fuggirono.
****Le conseguenze per i deboli.**** L'errore non fermò nulla. Meno di un mese dopo, il 18 settembre 2006, Spatola fu prelevato e strangolato. Tra Montelepre e Giardinello. Sepolto a Villagrazia di Carini. Il vero mandante era il mandamento di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo e il figlio Sandro. Il contrasto con Antonino Rotolo, reggente di Pagliarelli. Il rientro degli scappati dalla seconda guerra di mafia. La borgata di Tommaso Natale, dove D'Angelo viveva da sempre, resta sotto controllo. Libera torna in piazza per il ventesimo anno di fila. Il sindaco Leoluca Orlando, nel 2017, ha intitolato a D'Angelo la piazzetta del Casello.
Il processo per la morte di D'Angelo si è concluso con condanne passate in giudicato. Nell'ottobre 2013 la corte d'appello ha confermato tre ergastoli: Lo Piccolo, Sandro, Antonino Pipitone, mandanti. Il killer Gaspare Di Maggio, rito abbreviato. Pulizzi e Briguglio, dieci anni e sei mesi ciascuno. Le sorelle della vittima parte civile. Nel 2017 il Comune ha intitolato a D'Angelo la piazzetta del Casello. Il sindaco Leoluca Orlando.
**La domanda.** quando un uomo muore per il nome sbagliato, e il vero boss verrà ucciso un mese dopo, chi paga il prezzo? Non chi sparò. Chi non scelse di vivere in una borgata sotto controllo.