I lavori di messa in sicurezza della galleria Corleone, eseguiti da Anas, sono fermi. La causa, secondo la Cisl Palermo Trapani, sono i tempi lunghi per l'approvazione di una perizia di variante. Il sindacato ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo tecnico: in quel tratto passano anche i mezzi diretti all'Ospedale dei Bianchi e all'elisuperficie comunale usata nelle emergenze.

Non è solo una questione di tempi di percorrenza. È la sicurezza di un intero comprensorio sospesa a un documento che tarda, mentre chi abita quei paesi conta i minuti di un'ambulanza.

Il meccanismo

Il cantiere si ferma perché una pratica non viene approvata. Nel frattempo le limitazioni alla circolazione restano, i collegamenti restano precari, e le comunità dell'entroterra palermitano, a cominciare da Corleone, restano a guardare. La perizia di variante è una procedura tecnica. Ma nessuna procedura tecnica spiega perché un'arteria che serve un ospedale debba restare dimezzata per settimane. «Non è possibile lasciare ancora a lungo le comunità del territorio in una condizione di collegamenti precari e di tempi di percorrenza sempre più gravosi», scrive la Cisl. L'obiezione non riguarda l'intervento in sé: la sicurezza della galleria richiede lavori adeguati e rigorosi. Il punto è che ogni procedura necessaria deve concludersi in fretta.

Il sindacato elenca le categorie colpite: i lavoratori che ogni giorno devono raggiungere i luoghi di lavoro, le attività produttive, l'accesso ai servizi pubblici e sanitari. E ricorda che la mobilità è parte della qualità dei servizi e delle pari opportunità tra territori. Chi decide i tempi della perizia non abita a Corleone e non dipende da quell'ospedale.

Le conseguenze per i deboli

Sono gli utenti della sanità a pagare il conto più caro: i pazienti dell'Ospedale dei Bianchi, che serve buona parte delle comunità della zona, e chi ha bisogno dell'elisuperficie comunale nelle emergenze. Un percorso più lungo, in un'area interna, può fare la differenza tra la vita e la morte. I lavoratori della sanità sperimentano ogni giorno gli effetti di questa situazione, insieme ai cittadini e alle famiglie. In un'area interna, dove i servizi devono essere difesi e resi accessibili, l'indebolimento dei collegamenti non è un disagio: è una ferita ai diritti.

La domanda