La Protezione Civile Regionale ha emesso l'avviso n. 148 del 20 luglio 2026. La Sicilia si prepara al quinto giorno consecutivo di allerta massima. A Palermo 39 gradi, a Catania 38, a Messina fino a 39. In tutte e 9 le province il livello di pericolosità incendi è ALTO. Il sindaco Lagalla ha firmato l'ordinanza n. 114 che blocca le carrozze trainate da cavalli.

Il caldo record non è una calamità naturale. È il risultato di decenni di politiche che hanno ignorato l'ambiente, tagliato la manutenzione del territorio e lasciato che il combustibile vegetale si accumulasse nei boschi. L'emergenza è politica, non meteorologica.

Il meccanismo

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Le condizioni sono perfette per i roghi: assenza di precipitazioni, venti deboli, umidità al suolo tra il 20% e il 40%. Il combustibile vegetale è pronto a innescare incendi con propagazione velocissima. I sindaci sono chiamati ad attivare i Presidi Operativi locali, ma molti Comuni siciliani non hanno mezzi né personale per far fronte a un'emergenza di queste dimensioni. La Protezione Civile regionale è sotto organico da anni. I fondi per la prevenzione degli incendi vengono tagliati ogni bilancio che si rispetti. Ma la macchina dei soccorsi, in Sicilia, è da anni sottofinanziata. I canadair sono pochi. La prevenzione è inesistente. Si spengono incendi, non si prevengono. Intanto le temperature salgono, il clima cambia, e la Regione continua a non avere un piano serio di adattamento climatico.

Le conseguenze per i deboli

Chi paga il conto? I cavalli delle carrozze, costretti a tirare carichi sotto un sole che uccide. I residenti delle periferie, che non hanno un'auto per scappare da un incendio. I malati cronici e gli anziani, per cui il bollino rosso non è un avviso ma un rischio mortale. L'assessore Ferrandelli parla di "tutela degli animali". Giusto. Ma dei cittadini più fragili, delle famiglie senza aria condizionata, dei lavoratori che devono uscire sotto i 39 gradi per portare il pane a casa — di loro, nelle ordinanze comunali, non c'è traccia. E mentre il termometro sale, i tagli ai servizi sociali continuano.

La domanda