Tre inchieste giudiziarie e una vicenda amministrativa collegano la sanità siciliana a un intreccio di interessi politici che i cittadini subiscono ogni giorno. Dalla Fondazione Giglio di Cefalù alle cure palliative, dal Cefpas di Agrigento alla situazione trapanese, la cronaca degli ultimi mesi documenta un modello in cui gli incarichi e gli appalti seguono logiche di partito e di protezione personale.

A Cefalù il 12 ottobre 2025 si è dimesso il presidente Victor Mario Di Maria, indicato dalla Regione. Il giorno dopo hanno fatto lo stesso il vicepresidente Emiliano Maiani, espressione di UniCamillus, e la consigliera Simona Vicari, ex senatrice e consulente del governatore Schifani. Tre dimissioni su quattro membri del Consiglio d'amministrazione bastano a provocare la decadenza dell'intero organo secondo lo statuto della Fondazione. L'obiettivo ricostruito da Repubblica sarebbe stato liberare la poltrona per Vicari, che però aveva già ricoperto due mandati: lo statuto consentiva una sola riconferma. Il tentativo di Schifani di tornare indietro, sempre secondo la ricostruzione giornalistica, non ha sbloccato la situazione.

La procura indaga su Armao e le cure palliative

Un altro dossier riguarda il decreto varato durante la gestione di Daniela Faraoni, che prevedeva di ampliare la platea dei fornitori nel settore delle cure palliative. Secondo gli investigatori, Luigi Zancla, presidente della Sa.Mo, avrebbe sollecitato Gaetano Armao tramite l'intermediario Pierluigi Matta per rallentarne l'attuazione. Nella ricostruzione della Procura il testo avrebbe dovuto spostare gli effetti del decreto oltre le elezioni regionali del 2027.

Nelle successive conversazioni Armao ha riferito a Matta un esito favorevole dell'incontro con l'assessore Marcello Caruso. Il colloquio del 2 settembre 2025 era stato registrato attraverso il telefono sotto controllo di Armao, ha dichiarato l'avvocato durante l'audizione. Caruso inizialmente non ricordava l'incontro, poi lo ha confermato dopo la lettura delle intercettazioni. Ha comunque sostenuto di non avere assunto impegni per modificare il decreto e di non avere dato seguito alle richieste. Giletti e La Vardera lo hanno pubblicamente criticato in tv chiedendone le dimissioni.

Cefpas e i domiciliari per Gallo Afflitto

Al Cefpas, il centro che dovrebbe formare il personale sanitario, la Procura di Caltanissetta descrive un rapporto di scambio tra il deputato forzista Riccardo Gallo Afflitto e Roberto Sanfilippo: sostegno politico alla nomina alla guida dell'ente in cambio di incarichi e favori. Per la moglie del parlamentare vengono contestati quattro incarichi di consulenza e un contratto a tempo pieno e determinato. È stato poi siglato un accordo quadro fra Cefpas e l'Asp di Agrigento, con la possibilità di distaccare personale fra i due enti.

Gallo Afflitto, che al momento non siede più all'Ars per effetto della Legge Severino, respinge l'ipotesi del patto corruttivo. La difesa rivendica la legittimità delle segnalazioni e dei contratti. A luglio sono stati disposti i domiciliari per il deputato e misure interdittive per altri indagati. Saranno i giudici a accertare le responsabilità.

A Trapani, dopo lo scandalo degli esami istologici arretrati e la vicenda di Maria Cristina Gallo, l'Ottobre Rosa con screening gratuiti ha trovato spazio sulle testate di Maurizio Scaglione. È questa l'unica notizia positiva in un quadro generale segnato da polemiche e procedimenti giudiziari che mettono in discussione il funzionamento dei presidi sanitari regionali.