Palermo - Il tribunale di Siracusa ha accolto sostanzialmente le difese del funzionario comunale Michele Dell'Aira, il quale ha respinto le accuse di corruzione formulate dalla Procura europea di Palermo nell'ambito dell'inchiesta Nexus. Davanti al giudice dell'udienza preliminare Dell'Aira ha negato ogni addebito e a Palazzo Vermexio si legge questo passaggio come il segnale atteso per andare verso la conclusione della partita politica.

La conseguenza immediata sarebbe l'aumento degli assessori nell'amministrazione del sindaco Francesco Italia, che porterebbe il numero da cinque a otto membri della giunta. Restano però tre nomine da completare e i nomi in lizza sono piu' dei posti disponibili.

La casella del Mpa

Un seggio spetterebbe al Mpa-Grande Sicilia, che tornerebbe a quota tre assessori insieme a Luciano Aloschi e Giovanna Porto, entrambi riconfermati dal primo cittadino. Sulla carta la poltrona e' dell'uscente Marco Zappulla, ma nelle ultime ore sono salite le quotazioni di Tony Bonafede, figlio del consigliere comunale autonomista Sergio Bonafede, dimessosi nelle scorse settimane per motivi di salute.

I due posti del sindaco

Nel azzeramento il sindaco Francesco Italia aveva gia' salvato Pierpaolo Coppa, definito un tecnico ma vicino a lui, e nell'Italia bis ha confermato Giuseppe Casella. Restano due posti e i candidati sono piu' dei seggi. Gli uscenti Pantano, Firenze e Imbrò puntano al rientro in squadra, ma in lizza c'e' anche Giovanni Di Lorenzo, altro fedelissimo del primo cittadino che porterebbe una ventata di novita' in una giunta ultrariconfermata.

A complicare i conti e' il voto di Franco Zappala'. Il suo appoggio in Consiglio sarebbe determinante per la coalizione pro Italia e ogni scelta sugli assessori verra' letta anche in questa chiave. Nessun nome sara' valutato solo per le sue qualita' amministrative: a Siracusa ogni casella ha un peso, ma alcuni voti ne hanno di piu'.

La mozione di sfiducia

La data cerchiata in rosso e' il 24 novembre, quando il Consiglio discuterà la mozione di sfiducia al sindaco. Le firme sono 14 e i due consiglieri di Insieme hanno annunciato che voteranno a favore: in teoria si arriva a 16, contro altri 16. Per mandare a casa Italia servirebbero 20 voti, una quota difficile da raggiungere. Il vero nodo pero' non e' la conta di quel giorno ma la tenuta della maggioranza nei mesi che separano la citta' dalla fine della consiliatura.