Secondo quanto riportato da BlogSicilia il 11 ottobre 2026, l'assessore regionale alla Sanità Marcello Caruso ha rotto il silenzio dopo l'audizione in Procura. È stato ascoltato come persona informata sui fatti nell'inchiesta Cts, senza subire contestazioni. In una nota diffusa, Caruso conferma l'assenza di accuse e esclude qualsiasi passo indietro, blindando la propria posizione.
Il titolare della Sanità siciliana ha spiegato di non aver inizialmente ricordato il colloquio avvenuto in passato con l'avvocato Gaetano Armao per la sua irrilevanza operativa. "Confermo che non ricordavo quel particolare incontro con l'avvocato Armao, proprio perché non gli avevo dato alcun seguito: non ho adottato provvedimenti, né avviato interlocuzioni con gli uffici", ha dichiarato Caruso.
Il fulcro dell'indagine riguarda il decreto per le cure palliative. Gli inquirenti stanno verificando una presunta attività di pressione istituzionale volta a condizionare, depotenziare o rallentare l'iter del provvedimento regionale di ampliamento della rete delle cure palliative. L'ipotesi è che tali sollecitazioni fossero finalizzate ad agevolare la società privata Samo.
Le accuse alle opposizioni
Le indiscrezioni di stampa e i verbali d'indagine trapelati hanno provocato una immediata levata di scudi da parte delle opposizioni. Diversi gruppi parlamentari hanno richiesto a gran voce le dimissioni dell'assessore regionale.
Caruso ha reagito con durezza, manifestando amarezza per il "fango mediatico" e prendendo nettamente le distanze dall'operato dell'ex vicepresidente della Regione. "Trovo inaccettabile utilizzare il proprio ruolo, il peso dei trascorsi politici e professionali, approfittando della buona fede degli interlocutori per finalità improprie. Da questo modo di agire prendo le distanze senza ambiguità", ha affermato Caruso.
La posizione dell'assessore
Nonostante il pressing delle forze di opposizione, Caruso ha escluso un passo indietro e ha sottolineato di proseguire il mandato con serenità. "Sono sereno e proseguo il mio incarico con la dedizione e il rispetto delle regole che hanno sempre contraddistinto la mia attività politica e amministrativa", ha ribadito l'assessore.
I verbali d'indagine descrivono tentativi di approccio per bloccare o rimodulare il provvedimento, passati anche da uffici dirigenziali ed esponenti politici della sanità siciliana. Secondo la versione fornita ai magistrati e ribadita pubblicamente da Caruso, tali sollecitazioni sono rimaste lettera morta, senza produrre alcun atto amministrativo.
L'inchiesta per la presunta corruzione a carico di Gaetano Armao mira a fare luce su questa ipotesi. Il procedimento è ancora in corso presso la Procura di Palermo, senza ancora definizioni sulla responsabilità dell'assessore Caruso.