**A Priolo l'ex assessore Bosco mette sul tavolo una proposta concreta contro il caro carburanti: un distributore gestito direttamente dal Comune, con carburanti a prezzo calmierato e sostegni alle famiglie finanziati anche attraverso le compensazioni ambientali.** La proposta arriva mentre i consumatori siciliani restano sul piede di guerra per il costo di benzina e gasolio, e mentre il polo di Priolo continua a produrre i suoi effetti sull'economia del territorio.

Non è un caso che l'idea di vendere benzina a prezzo politico nasca proprio a Priolo. Dove il territorio ha pagato in salute e ambiente i profitti del petrolchimico, i soldi delle compensazioni esistono: la domanda è chi li incassa: le famiglie o i bilanci che resistono?

**Il meccanismo.**
La proposta ha una logica semplice e sovversiva insieme. Il Comune entra nel mercato diretto del carburante: apre un distributore, compra all'ingrosso, vende a prezzo calmierato. Il margine che normalmente va alle catene di distribuzione resta ai cittadini. Il finanziamento iniziale e i sostegni alle famiglie arrivano in parte dalle compensazioni ambientali, cioè dai soldi che l'industria versa al territorio per i danni e gli impatti che produce. È un giro di valzer perfetto sulla carta: il veleno produce compensazioni, le compensazioni abbassano il prezzo della benzina, la benzina calmierata alleggerisce la vita di chi vive accanto al veleno. Ma il meccanismo ha un tallone: richiede un ente locale capace di gestire un'attività commerciale, con trasparenza sugli appalti, sui prezzi di acquisto, sui margini. Ogni distributore comunale è un'azienda pubblica in miniatura, e le aziende pubbliche siciliane hanno una tradizione di gestione politica che non è esattamente rassicurante. Senza regole scritte e controlli esterni, il distributore a prezzo politico rischia di diventare un distributore a prezzo di gestione.

**Le conseguenze per i deboli.**
Per le famiglie di Priolo e del siracusano il carburante non è una voce elastica del bilancio: è il costo per andare al lavoro, al medico, a scuola. Ogni centesimo sul litro pesa di più dove gli stipendi sono bassi e i mezzi pubblici scarseggiano. Un prezzo calmierato gestito onestamente sposta denaro reale dalle multinazionali del retail ai salari poveri del territorio. Ma il guadagno dipende dalla governance: se le compensazioni ambientali finanziano il pompaggio invece dei servizi, il territorio scambia una tregua per una vittoria. E il nodo resta intatto: un paese che deve scontare la benzina con i soldi dell'inquinamento è un paese che paga due volte la stessa bolletta.

**La domanda.**
Quanto delle compensazioni ambientali versate al territorio di Priolo negli ultimi vent'anni è arrivato alle famiglie, e quanto si è fermato lungo il percorso?