Simon Piera, quindicenne siracusano, è morto questa mattina all'ospedale Umberto I. Il decesso è avvenuto in seguito a un incidente stradale verificatosi in via Luigi Monti. Simon viaggiava in moto con il padre quando è intervenuto l'incidente. Le condizioni del giovane erano gravissime al momento dell'arrivo in struttura ospedaliera.
Simon frequentava il liceo Einaudi di Siracusa. Era un agente scout. Gli amici lo descrivono come un ragazzo straordinario, pieno di energia e sorriso. La notizia della sua scomparsa ha profondamente scosso la comunità scolastica e i residenti della città.
Le reazioni della scuola
La dirigente scolastica Egizia Sipala ha espresso commozione a nome dell'intera comunità scolastica. Ha ricordato la voglia di vivere e il splendido sorriso di Simon. Ha affidato le sue parole ai social network, definendo il giovane una persona che resterà viva nella memoria. Ha espresso cordoglio ai genitori Beatrice e Simon Pio e a tutti i familiari. "Simon resterà vivo nella nostra memoria per la sua voglia di vivere e il suo splendido sorriso, tratti che continueranno ad accompagnare il ricordo che ciascuno di noi custodirà di lui. Ci stringiamo con profonda commozione attorno ai genitori Beatrice e Simon Pio e a tutti i familiari" ha scritto sulla propria pagina.
Le dichiarazioni delle associazioni
Deborah Lentini, rappresentante provinciale dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime della Strada, ha parlato di buio che torna, di silenzio e dolore. Nel suo messaggio pubblicato su Facebook ha scritto: "Il cielo oggi è particolare, mi ha colpito quell'azzurro con una nuvola dalla forma piatta dentro, bianca. Poi ho distolto lo sguardo e ho smesso di perdermi nei miei pensieri per rientrare nella quotidianità, nel caos per strada, nella gente che va al lavoro, al supermercato, che passeggia canticchiando. Eppure non dovrebbe essere così. Almeno in cuor mio queste scene di vita normali mi sono sembrate surreali, lontane dal vissuto di altri, che da un'altra parte della città si sono fermati. E mi fermo anche io. E spengo la luce che mi acceca. Di nuovo arriva il buio. Di nuovo quel silenzio. Di nuovo quel dolore. Fermiamoci. Io mi fermo e tremo, di nuovo, come ogni volta. E chiedo scusa perché come sempre non faccio abbastanza. Ma forse siamo in tanti a non fare abbastanza. Tutti non facciamo abbastanza. Spengo la luce, adesso è il momento del dolore e dell'assenza".
Il dolore dei docenti
Salvo La Delfa, docente, ha commentato la tragedia senza trovare parole. Ha affermato che non ci sono parole per esprimere il dolore che si sente dentro.
Lo striscione commemorativo
Nel punto esatto in cui si è verificato il violento impatto è stato apposto uno striscione. La scritta recita semplicemente "Simon vive".