**Il decreto legislativo 147/2026 è entrato in vigore il 12 agosto. Da quel giorno, chi cambia casa, prende un inquilino o allarga una stanza ha 90 giorni per avvisare il Comune.** Prima il termine era il 30 giugno dell'anno successivo. Chi arriva in ritardo prende una sanzione amministrativa fissa pari al 100 per cento dell'imposta non versata. Per la dichiarazione infedele la multa è del 40 per cento.
Il provvedimento è uscito in Gazzetta ufficiale a metà agosto, quando l'attenzione di tutti era altrove. I provvedimenti che toccano il portafoglio dei più fragili arrivano quasi sempre nei giorni in cui nessuno guarda.
**Il meccanismo.**
La norma nasce dentro la riforma fiscale aperta dalla legge delega 111/2023. Sul cartaio scrive parole belle: tutela degli anziani, prevenzione degli errori, rimborsi tempestivi. Senza risorse dedicate e senza vincoli cogenti. Nella pratica, per milioni di famiglie, cambia una cosa sola: il tempo per comunicare le variazioni si riduce da mesi a tre, e la sanzione diventa automatica. Fino a ieri l'amministrazione poteva valutare la buona fede, l'assenza di dolo, una semplice dimenticanza. Le aliquote teoriche arrivavano al 200 per cento, ma c'era margine per ragionare. Dal 1° gennaio 2027 quella finestra si chiude: eliminata ogni discrezionalità, l'incrocio automatico tra le banche dati comunali trasforma la multa da rischio a certezza.
Il meccanismo regge su un assunto silenzioso: che tutti i cittadini siano informati, attrezzati e rapidi. Ma i portali comunali spesso non funzionano, le credenziali Spid scadono, gli uffici aprono poche ore a settimana. In questo mondo reale, 90 giorni sono una corsa a ostacoli. E chi cade nella corsa paga il doppio di quello che doveva.
Per le imprese la trappola ha un'altra forma. Aziende e negozianti possono uscire dalla quota variabile del tributo se riciclano con operatori privati. Ma devono scegliere tra gestore pubblico e mercato libero per periodi di almeno due anni consecutivi, comunicando entro il 30 giugno con effetto dal 1° gennaio dopo. Una rigidità costruita per blindare le entrate dei grandi gestori locali, a prescindere dall'efficienza del servizio.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi si muove spesso vive in affitto, non possiede, cambia contratto con stagioni e lavori precari. È lui il bersaglio perfetto della tagliola dei 90 giorni. Chi invece ha una casa ferma e un commercialista non correrà alcun rischio. Come sempre, la burocrazia punitiva pesa su chi meno strumenti ha per difendersi. Intanto strade sporche e raccolte differenziate a singhiozzo restano tali: il decreto sanziona il cittadino, non migliora il servizio.
**La domanda.**
Un Comune che non riesce a raccogliere i rifiuti ma incrocia le banche dati per infliggere multe automatiche al cento per cento: chi serve davvero?