MEZZO CHILO DI ESPLOSIVO IN CENTRO ABITATO. Melilli: ordigno inesploso contro il bancomat UniCredit, il sindaco Carta: «Uomini e mezzi, non rassicurazioni»

Poco prima delle due di notte, i vigili del fuoco di Priolo intervenivano in via Iblea, a Melilli, per un tentativo di assalto allo sportello automatico UniCredit. Accanto al bancomat c'erano circa mezzo chilo di esplosivo, rimasto inesploso, e del liquido infiammabile. Vigili del fuoco e carabinieri di Augusta hanno disposto l'evacuazione precauzionale di quattro nuclei familiari. Solo in mattinata gli artificieri hanno rimosso l'ordigno. Indagano i carabinieri.

Il sindaco Giuseppe Carta, deputato regionale del Mpa, ha scritto che fare esplodere mezzo chilo di esplosivo nel centro abitato significa superare una soglia che non può essere derubricata alla cronaca di un semplice tentativo di furto. Poi ha aggiunto la frase che pesa di più: «Dopo il primo episodio si può parlare di emergenza. Dopo il secondo bisogna cominciare a parlare di un problema. Aspettare il terzo per prendere sul serio ciò che sta accadendo sarebbe imperdonabile».

Il meccanismo

Non è un episodio isolato. Pochi giorni prima, a Belvedere, una banda ha fatto esplodere il bancomat della filiale Monte dei Paschi di Siena. A Palazzolo Acreide due episodi ravvicinati: il tentativo di sradicare la colonnina di un distributore e la notte più grave, quando un gruppo ha rubato un caterpillar per assaltare due gioiellerie, puntando una pistola sui residenti scesi in strada. Un brigadiere dei carabinieri è rimasto gravemente ferito. Tony Cavallaro, ex agente della Squadra Mobile di Siracusa, ha indicato il fattore comune: le bande non colpiscono a caso. Conoscono le caserme chiuse la sera, sanno dove c'è un'unica pattuglia per interi comprensori, scelgono bersagli e orari in base alle falle. Il territorio vasto non è un ostacolo per loro. È una mappa.

Carta elenca quello che il Comune ha fatto: centinaia di telecamere, sistemi di lettura targhe, assunzione di personale di vigilanza, investimenti sulla sicurezza urbana. E conclude che non basta: «I Comuni possono installare telecamere, assumere personale, illuminare strade. Ma c'è un punto oltre il quale un Sindaco non può sostituirsi allo Stato».

Le conseguenze per i deboli

Chi paga sono le famiglie evacuate di notte, i commercianti che assicurano i locali pagando premi crescenti, gli anziani che non escono più la sera. A Palazzolo il sindaco Salvatore Gallo promuove controlli notturni volontari con i cittadini: la sicurezza pubblica delegata ai privati perché le caserme montane restano chiuse. Chi guadagna è chi sa aspettare, perché ogni mese senza presidi è un mese di allenamento gratuito per le bande.

«La sicurezza costa. Ma l'assenza di sicurezza costa infinitamente di più», ha scritto Carta. «Costa in paura, costa in libertà». Chiede interventi, non comunicati. Presidi, non promesse.

La domanda