Oltre 50 uomini della Questura di Siracusa, con il supporto delle unità cinofile, del Reparto Prevenzione Crimine e del Reparto Mobile di Catania, stanno setacciando gli stabili di edilizia popolare delle aree più sensibili della città. Controlli capillari, posti di blocco, verifiche a tappeto. L'operazione, coordinata dal dirigente della Squadra Mobile, proseguirà nei prossimi giorni secondo le indicazioni del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica.
La cronaca locale scrive l'obiettivo con due parole: aumentare la sicurezza «reale e percepita». Il percepito si governa con le pattuglie. Il reale, quello fatto di case che cadono e servizi che mancano, chiede altro.
**Il meccanismo.**
Negli ultimi mesi i quartieri marginali di Siracusa hanno visto un netto incremento di pattugliamenti e posti di blocco. Un'operazione di alto impatto, scrive Siracusa Oggi, che riempie quotidianamente la cronaca e che si scontra con una realtà complessa fatta di degrado: dietro la retorica della sicurezza percepita, i residenti denunciano un abbandono strutturale che nessuna sanzione riesce a sanare.
Il meccanismo è antico. La repressione arriva dove la prevenzione non è mai stata. Si controllano gli stabili popolari perché è lì che si concentrano le segnalazioni. Ma chi vive in quegli stabili chiede da anni quello che le pattuglie non portano: manutenzione, servizi, lavoro, scuole. La sicurezza diventa una presenza che passa e non cambia nulla.
**Le conseguenze per i deboli.**
A essere controllati sono i quartieri poveri, non quelli ricchi. Chi abita nell'edilizia popolare vive il controllo come un'altra forma di abbandono. Il problema non è chi lo ferma per strada. È la casa che cade, il quartiere senza servizi, il lavoro che non c'è. Le sanzioni non sanano: scrivono il verbale e se ne vanno.
Nessuno contesta l'utilità dei controlli: servono a fermare chi sgarra. Ma quando il giorno dopo il degrado è identico, la domanda dei residenti è un'altra. Il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica decide dove mandare gli agenti. Nessun comitato decide dove mandare gli operai, gli assistenti sociali, i tecnici dei lavori pubblici.
**La domanda.**
Cinquanta agenti per un giorno di controlli: quanto costa l'operazione, e quanto ne resterebbe per gli asili, le manutenzioni e i servizi che quei quartieri aspettano da una vita?