In Sicilia i serbatoi sono ancora pieni di vino e la vendemmia 2026 è già iniziata. Secondo il report di Cantina Italia, elaborato sui registri telematici dell’Icqrf, al 31 luglio il vino stoccato nell’Isola è pari a 2.690.094 ettolitri. Solo la provincia di Trapani ne conta 1.406.607, settima in Italia per giacenze.
Le centrali cooperative lanciano l’allarme: la domanda non assorbe i volumi disponibili, e le botti sono destinate ad aumentare con la nuova produzione. Il rischio è il crollo dei prezzi e la tensione finanziaria per le aziende, proprio mentre i consumi calano da anni.
**Il meccanismo.**
Il vino siciliano produce più di quanto il mercato riesca a bere. Le cantine sociali, le aziende e i piccoli produttori devono trovare un equilibrio tra accogliere la nuova produzione e alleggerire le giacenze, per scongiurare il crollo dei prezzi. Quando l’equilibrio non si trova, il prezzo scende sotto il costo di produzione e chi produce perde.
Le centrali cooperative chiedono misure di sostegno come la distillazione di crisi: trasformare il vino invenduto in alcol, per togliere volume dal mercato e dare ossigeno ai produttori. È una medicina che cura il sintomo, non la malattia: il calo strutturale dei consumi, che non si arresta da anni, e un mercato che non assorbe i volumi disponibili. La vendemmia 2026, partita in anticipo spinta dal caldo estremo di quest’estate, aggiungerà altro vino ai serbatoi pieni.
**Le conseguenze per i deboli.**
A pagare sono i piccoli produttori, le cooperative, i lavoratori stagionali della vendemmia: chi non ha bilanci per reggere mesi di prezzi al ribasso. Ogni ettolitro che resta invenduto è un debito che si accumula, un posto di lavoro a rischio, una cantina che chiude. Le aziende vedono salire la tensione finanziaria proprio mentre i costi di produzione restano alti, e chi non ha spalle larghe è costretto a svendere o a fermarsi.
La provincia di Trapani, con un milione e quattrocentomila ettolitri fermi nei serbatoi, è il simbolo di un’intera economia che aspetta una risposta.
**La domanda.**
Quanto vino dovrà ancora restare nelle botti, prima che qualcuno si occupi di chi lo produce?