Un sovrintendente di polizia penitenziaria colpito con un pugno al volto al mattino, un agente colpito con un pugno all'occhio sinistro nel tardo pomeriggio. Due aggressioni in un giorno alla Casa Circondariale di Siracusa, il 14 agosto. Il secondo è stato medicato in infermeria e trasportato al pronto soccorso per un trauma visivo.

Lo Stato ha perso il controllo del carcere di Siracusa, dice il sindacato Osapp. Due aggressioni a distanza di poche ore, con le stesse modalità. Non sono una coincidenza. Sono il punto di arrivo di un istituto sovraffollato al 120 per cento, dove i detenuti violenti restano mescolati agli altri.

Il meccanismo

Al mattino un detenuto aggredisce un sovrintendente durante il normale svolgimento del servizio, senza motivo apparente. Nel tardo pomeriggio un gruppo di detenuti si rifiuta di rientrare in cella per la chiusura serale; quando l'agente di servizio prova a far rispettare le regole, uno dei reclusi lo colpisce all'occhio. Il sindacato Osapp, con il segretario provinciale Giuseppe Argentino, chiede circuiti penitenziari specifici per i detenuti socialmente pericolosi, lo sfollamento immediato dei violenti, sezioni dedicate. E l'intervento del prefetto, dei vertici del Dap e del ministro della Giustizia.

Il quadro generale lo ha fotografato la Camera Penale di Siracusa, in visita all'istituto: sovraffollamento al 120 per cento, cimici, carenze sanitarie. E il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, ha parlato senza mezzi termini di carceri siciliane in mano alla mafia.

Le conseguenze per i deboli

Chi subisce per primo è chi indossa la divisa: due agenti in un giorno, un trauma visivo che può restare per sempre, un reparto di pronto soccorso che ormai conosce i loro nomi. Ma subiscono anche i detenuti comuni, chiusi in sezioni dove i violenti dettano legge e le celle contano il doppio dei posti. E subisce la collettività, che paga un istituto dove lo Stato rinuncia a garantire l'ordine. Chi guadagna è la gerarchia criminale che trova nel sovraffollamento il suo miglior alleato: il controllo dentro le mura si costruisce dove lo Stato lascia il vuoto.

La domanda