PACHINO. **Un bracciante agricolo è morto ieri, poco prima delle 13, all’interno di una serra nelle campagne di Pachino, mentre lavorava.** La temperatura dentro le serre, in queste condizioni, supera i 50 gradi. Il Presidente della Regione Siciliana ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente il 12 giugno scorso contro il caldo estremo. Vieta l’esposizione diretta e prolungata al sole. Non menziona le serre. “Dimenticando che all’interno delle serre tra la luce del sole e l’aria ferma dovuta alle coperture si crea un caldo soffocante persino peggiore di quello esterno”, denuncia la CGIL.

Non è una fatalità. È una lacuna normativa che diventa condanna a morte. L’ordinanza protegge chi lavora sotto il sole. Dimentica chi lavora sotto una copertura di plastica a 50 gradi. E chi paga sono i braccianti, gli invisibili, quelli che non hanno voce nelle stanze dove si scrivono le regole.

**Il meccanismo.**
Le serre agricole sono un mondo a sé. La copertura intrappola il calore, la ventilazione è minima, l’umidità soffocante. L’ordinanza regionale del 12 giugno 2026 è stata scritta pensando ai cantieri edili, ai lavori all’aperto, all’esposizione solare diretta. Ma il lavoro in serra non è considerato esposizione diretta al sole, anche se la temperatura interna è molto superiore a quella esterna. Il risultato è che i braccianti agricoli nelle serre non hanno diritto allo stesso stop previsto per gli operai edili. E quando un lavoratore cade colpito da malore, l’ambulanza arriva da Sortino, comune distante chilometri da Pachino. Perché il servizio di emergenza sanitaria in quella zona è sottofinanziato, smantellato, dimenticato come le serre.

**Le conseguenze per i deboli.**
I braccianti agricoli sono tra i lavoratori più esposti e meno tutelati d’Italia. Lavorano a cottimo, a ritmi insostenibili, spesso in nero, senza diritti. La CGIL chiede da tempo l’ampliamento delle tutele e “controlli rigorosi e giustizia contro lo sfruttamento nel lavoro con simili ritmi e orari insostenibili”. Le loro vite valgono meno di un raccolto. E la loro morte, se avviene dentro una serra, non è nemmeno coperta da un’ordinanza che doveva proteggerli. Il bracciante morto a Pachino non è il primo. Non sarà l’ultimo, finché le serre resteranno fuori dalle norme.

**La domanda.**
Se un bracciante muore dentro una serra a 50 gradi e l’ordinanza regionale non lo copre perché “non è esposto al sole”, e se l’ambulanza arriva da un altro comune, di chi è la responsabilità?