Da giorni i rubinetti di Siracusa — e in particolare quelli di Ortigia — erogano acqua a singhiozzo. La pressione è talmente bassa da non soddisfare nemmeno i bisogni essenziali quotidiani. Il colpevole immediato è un colpo d'ariete causato da un blackout elettrico sulla conduttura principale il 10 luglio. Ma Alessandro Acquaviva, portavoce del Forum provinciale per l'acqua pubblica, pone una domanda che il gestore Aretusacque evita: qual è la strategia per prevenire il prossimo blackout?

Non è un'emergenza estiva. È il fallimento di un modello di gestione dell'acqua — un bene comune essenziale — affidato a una società che, davanti a una crisi prolungata, non ha il coraggio di "metterci la faccia", come denuncia lo stesso Forum. Il silenzio dei vertici aziendali e degli amministratori comunali è la risposta più eloquente: non c'è una strategia.

Il funzionamento è paradossale. La rete idrica siracusana è datata e vulnerabile: le micro-interruzioni elettriche — ormai frequenti e inevitabili, specialmente d'estate — provocano colpi d'ariete che danneggiano le condutture principali. Il gestore interviene in emergenza, riparando i danni senza affrontare le cause strutturali. I cittadini chiamano il numero verde, segnalano, aspettano. I vertici aziendali non rilasciano dichiarazioni pubbliche. Il ciclo si ripete: blackout → danno → riparazione d'emergenza → nuovo blackout. Intanto il Forum chiede da tempo un confronto con l'azienda, e non viene ricevuto. La strategia di gestione delle criticità della rete idrica — se esiste — è un segreto aziendale. Nel frattempo i siracusani fanno la fila alle autobotti.

L'emergenza idrica non colpisce tutti allo stesso modo. I residenti di Ortigia — in gran parte anziani, persone con disabilità, famiglie a basso reddito — sono i primi a subire l'interruzione. I ristoratori del centro storico denunciano perdite economiche perché senza acqua non possono lavorare. I fragili — malati terminali, disabili gravi, allettati — rischiano di rimanere senza la minima condizione igienica. Il Forum ringrazia i tecnici che lavorano senza sosta per le riparazioni. Ma ringraziare chi tampona l'emergenza non è una politica dell'acqua. È il riconoscimento che il diritto all'acqua potabile, in una città patrimonio dell'Unesco, è diventato un privilegio soggetto alla stabilità della rete elettrica.