Un vasto incendio sta divorando la zona nord di Siracusa. Contrada Carancino, boscaglia, sterpaglie e coltivazioni. Mezzi aerei in azione, la linea elettrica disattivata. È il 24 luglio 2026, in Sicilia brucia tutto.

Non è un fenomeno meteorologico. La Sicilia brucia ogni estate perché il territorio è abbandonato, le campagne non vengono più curate e il caldo record trasforma ogni ettaro di sterpaglia in un potenziale focolaio. Ieri erano le Madonie, oggi Siracusa, domani chissà. La Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale corrono da un fronte all'altro, mentre le fiamme avanzano e la terra resta nera.

Il meccanismo

Pubblicità

Il sistema degli incendi in Sicilia ha radici profonde. L'abbandono delle campagne, la cessazione delle attività agricole nelle aree interne, la mancanza di prevenzione da parte degli enti pubblici e la riduzione delle squadre forestali disponibili: tutto contribuisce a creare un immenso deposito di combustibile che aspetta solo una scintilla. La Regione Siciliana ha stanziato fondi per la prevenzione, ma i cantieri forestali restano spesso sulla carta, i mezzi aerei sono pochi e il personale è inadeguato per un territorio vasto come l'isola. A questo si aggiungono i piromani e, a volte, la criminalità organizzata che usa il fuoco per liberare terreni o fare pressione. Il caldo record — in questi giorni la Sicilia ha toccato picchi di 45 gradi — fa il resto. L'Ente Parco delle Madonie ha lanciato un appello per più prevenzione e controlli. Un appello che cade nel vuoto ogni anno.

Le conseguenze per i deboli

A perdere non sono solo gli alberi. Sono gli agricoltori che vedono bruciare in poche ore il lavoro di un anno. Sono gli allevatori che perdono pascoli e talvolta animali. Sono i residenti che respirano fumo e cenere per settimane, con le vie respiratorie compromesse e la paura che il fuoco arrivi alle case. Sono le piccole aziende agrituristiche che chiudono perché il paesaggio intorno è desolato. Il danno economico si somma a quello ambientale: la biodiversità distrutta richiederà anni per essere ripristinata, se mai lo sarà. E l'aria diventa irrespirabile.

La domanda