Il roseto storico voluto da Christiane Reimann lungo il viale d’ingresso è ormai scomparso. Le piante di agrumi e le essenze esotiche continuano a morire. L’erba secca supera il metro di altezza, con il rischio che un incendio possa cancellare un pezzo della memoria danese in Sicilia. L’Associazione Christiane Reimann ha notificato una diffida formale al Comune di Siracusa, alla Soprintendenza e all’Ambasciata di Danimarca.

"Non è una lite tra un’associazione e un ente locale. È la storia di un bene comune lasciato marcire mentre si annunciano progetti che non arrivano mai."

Il meccanismo

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Villa Reimann è un parco storico e botanico donato alla città di Siracusa dalla benefattrice danese, con volontà testamentarie precise: preservarlo "per il maggior decoro della città evitando qualsiasi degrado". Oggi, denuncia l’associazione, il parco non viene irrigato né curato da mesi. Le 25 tombe della necropoli interna sono coperte dalla vegetazione. Le saje, le erme in pietra e le strutture storiche si deteriorano. Esistono due progetti vincitori della Democrazia Partecipata, uno del 2023 e uno del 2024, per un valore complessivo di circa 30 mila euro, che attendono ancora di essere realizzati. Lo stesso vicesindaco ha ricevuto le lamentele dei familiari di Christiane Reimann durante una recente visita., ma non è bastato a sbloccare i fondi né a far partire i lavori.

La lettera di diffida è datata 23 luglio 2026 e chiede un intervento urgente "prima che sia troppo tardi".

Le conseguenze per i deboli

Quando un parco pubblico viene abbandonato, a perdere sono i cittadini: le famiglie che non hanno un giardino privato, i bambini che giocano tra l’erba alta e le zanzare, gli anziani che non possono più passeggiare all’ombra degli alberi. Villa Reimann è un bene comune, donato alla collettività. Lasciarlo degradare significa tradire la volontà di una donna che ha scelto Siracusa come sua seconda patria e significa rubare ai siracusani un pezzo della loro storia e del loro diritto a una città vivibile.

La domanda