Si è svolto ieri presso l'aula magna del Tribunale di Palermo il convegno Liber di Scegliere organizzato dall'Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana in collaborazione con l'Ordine degli Avvocati della Provincia di Palermo. L'evento si è tenuto alla vigilia della Giornata mondiale della salute mentale e ha riunito psicologi magistrati avvocati rappresentanti delle istituzioni ed esperti per affrontare gli aspetti antropologici psichici e giuridici del fenomeno mafioso.

Nel discorso di apertura la presidente degli psicologi siciliani Vincenza Zarcone ha sottolineato l'importanza del sostegno psicologico a donne e minori che scelgono di sottrarsi ai condizionamenti della criminalità organizzata. La normativa in discussione è la legge 131 del 2026 nota come Liber di scegliere che introduce accanto alla repressione giudiziaria e alla collaborazione con la giustizia una terza via per donne madri e minorenni.

La legge consente di allontanarsi dai contesti familiari e territoriali legati alla criminalità organizzata attraverso percorsi di protezione sostegno economico accompagnamento psicologico e reinserimento sociale. La presidente dell'Ordine degli Psicologi ha richiamato le istituzioni sulla necessità di mettere in relazione la salute mentale con i condizionamenti culturali e familiari esercitati dalle organizzazioni mafiose soprattutto nei confronti dei più giovani.

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Il valore reputazionale

Antonello Cracolici presidente della Commissione Antimafia dell'Assemblea Regionale Siciliana ha distinto due livelli di lotta alla mafia. Ha affermato che colpire il valore sacro della famiglia mafiosa costituisce un colpo alla sua reputazione e che lo Stato deve mettersi al servizio di chi vuole cambiare vita garantendo protezione anonimato possibilità di cambiare città e nome.

Le radici normative

Piergiorgio Morosini presidente del Tribunale di Palermo ha ricordato che l'esperienza di Liber di scegliere affonda le radici nel lavoro avviato oltre quindici anni fa dal Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria. Ha spiegato che la legge nazionale riconosce un percorso di protezione sostegno economico e reinserimento per ragazzi provenienti da contesti criminali e che tutto è frutto di un percorso lungo iniziato con le pronunce del giudice Roberto Di Bella.

Il convegno moderato dal presidente della Corte d'Appello di Palermo Antonio Balsamo e dalla consigliera dell'Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana Barbara Vallesi Cardillo ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo delle professioni. Tra questi il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Giuseppe Tango l'assessore regionale della Famiglia Nuccia Albano la garante per l'infanzia Giovanna Perricone il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Palermo Dario Greco il presidente dell'Ordine degli Assistenti Sociali della Sicilia Giuseppe Ciulla e il presidente del Tribunale per i minorenni di Catania Roberto Di Bella.

Dagli interventi è emersa la centralità di un approccio interdisciplinare capace di mettere in rete magistratura psicologi avvocati servizi sociali istituzioni scolastiche e associazioni per accompagnare le persone che decidono di interrompere i legami con gli ambienti criminali. Il convegno ha acceso i riflettori sulla libertà psicologica e sul diritto dei bambini a crescere senza condizionamenti criminali.

I relatori hanno indicato la necessità di valutare i risultati delle esperienze già realizzate e individuare gli aspetti sui quali intervenire ulteriormente per potenziare il percorso di protezione e reinserimento sociale.