**Una sparatoria in pieno centro abitato a Motta Sant'Anastasia: diversi colpi d'arma da fuoco esplosi tra via Guglielmo Oberdan e via Terre Nere, durante un inseguimento tra uno scooter e un'automobile.** Dopo quell'episodio, i gruppi civici «Immagina, Un paese migliore» e «Il Vento del Cambiamento» hanno inviato il 25 agosto una lettera al Prefetto, alla Procura, al Questore e ai Comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza. Chiedono una convocazione urgente del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica dedicata al paese.

Non sono i sindaci a scrivere allo Stato. Sono i cittadini organizzati. Quando la palla attraversa la strada dove passano i bambini, la politica locale scopre di non avere strumenti, e i cittadini imparano a farsi carico della richiesta al posto suo.

**Il meccanismo.**
Nella lettera c'è una cronologia che merita lettura. Incontro con la Prefettura nel 2019. Denunce relative alle elezioni amministrative del 2024. Raccolta firme nell'ottobre dello stesso anno. Proposta di una Commissione Speciale sulla sicurezza, rimasta senza seguito. Dibattito pubblico con il magistrato Nicolò Marino promosso nel gennaio 2025. Sette anni di segnalazioni formali, e la sparatoria in centro arriva comunque. I due gruppi chiedono rafforzamento dei controlli, coordinamento tra Prefettura, forze dell'ordine, Amministrazione comunale e Polizia Municipale, e soprattutto misure continuative e non soltanto emergenziali. Chiedono anche investigazioni approfondite sulle cause dell'escalation criminale e sui possibili collegamenti con la criminalità locale.

Il pattern è riconoscibile: blitz, telecamere, dichiarazioni dopo ogni episodio grave. Poi il paese torna invisibile finché non spara qualcun altro. Le richieste civiche puntano esattamente al contrario: presenza stabile, non rondine.

**Le conseguenze per i deboli.**
In un paese piccolo, chi subisce il degrado non può cambiarne quartiere. La piazza è una sola, la strada è una sola, e la sparatoria è passata in mezzo. Pagano le famiglie che rinunciano alla serata fuori, i commercianti che chiudono presto, i ragazzi per cui la strada armata diventa un modello invece di un'allerta. E pagano i cittadini civici, che dopo sette anni di lettere devono ancora chiedere un tavolo che dovrebbe convocarsi da sé.

«Motta Sant'Anastasia non può essere lasciata sola», scrivono i promotori. È una frase che descrive anche l'assenza di chi dovrebbe esserci.

**La domanda.**
Dopo sette anni di segnalazioni, denunce e firme, che cosa doveva ancora succedere perché le istituzioni si sedessero allo stesso tavolo prima che si spara in centro?