SEI MESI DI ACQUA SPRECATICA, NESSUNO RIPARA NIENTE — Agrigento: la perdita tra via Manzoni e via Venezia segnalata da febbraio scorre ancora, e in via Polibio ci sono attività a secco da quindici giorni

Report Sicilia documenta le perdite idriche di Agrigento almeno dal mese di febbraio. La rottura della condotta sotto la scalinata tra via Manzoni e via Venezia era stata ripresa il 3 agosto. Oggi 24 agosto l’acqua scorre ancora, trasformando la scalinata in un piccolo corso d’acqua. In via Polibio un’altra perdita è attiva, e alcune attività commerciali riferiscono di non ricevere la dotazione idrica da circa quindici giorni.

Febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto: sei mesi di segnalazioni documentate. La domanda ad AICA non è più quando si ripara, è se la rete vecchia si ripari ancora o si sia semplicemente arresa.

Il meccanismo

Una condotta si rompe: può succedere. Una rete vetusta richiede interventi continui: è noto. Ma quando la stessa criticità viene documentata per sei mesi nello stesso punto, la questione non è più tecnica. Diventa una scelta. Riparare significa personale, cantieri, budget, coordinamento con l’ente gestore. Non riparare significa lasciar correre, e lasciar correre costa zero fino al giorno in cui qualcuno chiede i conti.

Agrigento vive questa anomalia da anni: si parla di nuova rete, di efficientamento, di investimenti futuri, mentre quella attuale perde acqua davanti alle porte dei negozi che non la ricevono. Il futuro è diventato l’alibi del presente. Ogni promessa di modernizzazione giustifica l’abbandono di ciò che esiste. E l’abbandono, giorno dopo giorno, si misura in litri e in attività chiuse.

Le conseguenze per i deboli

Le famiglie che restano a secco comprano bottiglie o aspettano le autobotti. I commercianti di via Polibio perdono fatturato giorno dopo giorno: una lavanderia, un bar, una macelleria senza acqua sono attività ferme. Nel frattempo l’acqua che sfiora via Venezia evapora sotto il sole di agosto, in un’isola che da anni vive razionamenti e crisi idriche dichiarate. Lo spreco qui non è un’astrazione ambientale: è il contrario esatto del rubinetto chiuso in casa di chi invece ce l’ha spento per obbligo.

E c’è anche la questione del principio. Se una perdita documentata da sei mesi da un quotidiano locale non produce intervento, cosa può sperare un semplice cittadino che segnala?

La domanda