Lunaspina Caruso stava cantando in piazza Mazzini a Catania quando sono arrivati i vigili urbani. Sanzione per occupazione di suolo pubblico. A chiamarli, racconta lei in diretta Instagram, sarebbe stato il proprietario di un locale. La cantante, ex concorrente di X Factor 2024, ha pagato per tutti gli artisti di strada una multa che la città non sa spiegare.

Al talento Sky era arrivata con quattro sì, interpretando Non, je ne regrette rien di Édith Piaf. Ma Lunaspina è busker da anni, in Italia e all'estero, molto prima delle televisioni. Il suo appello al sindaco Enrico Trantino per un regolamento sugli artisti di strada non è il primo. «Siamo tantissimi e ci siamo battuti», dice mentre gli agenti compilano il verbale. «Non ci sono orari, turni e luoghi, ma questo significa anche che non è vietato esibirsi».

Qui sta il paradosso di Catania: suonare in strada è contemporaneamente permesso e punito, secondo la sera, la piazza e la sensibilità di chi presidia l'ordine pubblico quella notte.

Il meccanismo

Dove manca una regola scritta non regna la libertà: resta in mano all'arbitrio. Lo sintetizza Goffredo D'Antona, avvocato della cantante: non essendoci un regolamento come esiste in altre città, viene lasciato tutto alla discrezionalità del vigile urbano operante. Con l'assistente chiederà copia del verbale per impugnarlo, e con la causa vuole stimolare il Comune a dotarsi finalmente di norme. Il confronto con Bologna misura la distanza: nel capolinovo emiliano postazioni, orari e modalità sono scritti, l'abilitazione si richiede su un portale dedicato e dura un anno, chi amplifica prenota lo spazio. A Catania tutto questo non esiste.

Sulla vicenda è intervenuta anche Gianina Ciancio, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, con una proposta di regole calate sulle caratteristiche della città: chiare, uguali per tutti, facilmente applicabili, senza trasformare la regolamentazione in un divieto di fatto.

Le conseguenze per i deboli

Per chi vive di musica in strada il suolo pubblico non è una scenografia: è il posto di lavoro. Nessun contratto, nessun sindacato, nessuna busta paga. Quando la regola manca, il lavoratore più debole scopre di poter essere sanzionato in base alla telefonata di chiunque sia infastidito dalla sua presenza. Chi ha un avvocato impugna. Chi non ce l'ha paga, tace e sparisce dalla piazza.

E c'è un costo anche per la città. Le artiste e gli artisti che riempiono i centri storici sono parte della sua economia e della sua immagine. Una multa arbitraria non protegge la vivibilità: insegna a chi lavora in strada che i suoi diritti dipendono dall'umore di turno.

La domanda