Il 23 giugno il sindaco di Agrigento Michele Sodano e l'assessore Roberta Lala pubblicavano un video. Danilo, un uomo senza dimora, aveva trovato un letto. «Stasera avrai un letto, avrai il cibo e speriamo in un percorso per il futuro di inserimento», diceva il sindaco davanti alla telecamera. La città doveva sapere che l'amministrazione c'è.

Due mesi dopo, il 20 agosto, Anna Marino dei Volontari di Strada scrive: «Da stasera Danilo sarà fuori in strada!!». Il percorso annunciato, quasi due mesi dopo, non esiste.

**Il meccanismo.**
La sistemazione trovata era una casa di accoglienza legata a una realtà parrocchiale cittadina. Una struttura pensata per ospitalità temporanee, nell'attesa che i servizi sociali costruiscano un progetto. Chi ha aperto la porta ha fatto la sua parte: il volontariato fa volontariato, le parrocchie accolgono nei limiti delle loro possibilità, le associazioni aiutano. La presa in carico sociale appartiene alle istituzioni. Ed è l'istituzione che il 23 giugno aveva scelto di raccontare quel gesto come prova della propria vicinanza agli ultimi. Il video era il messaggio. Il percorso doveva venire dopo. Il sindaco parlava di un tetto per i venti giorni d'emergenza: l'amministrazione sapeva che quei venti giorni non erano una soluzione, erano il tempo necessario per costruirne una. Secondo quanto riferito a Report Sicilia, dopo l'inserimento la stessa attenzione iniziale non c'è stata più. Durante la permanenza sono sorte anche difficoltà di convivenza, che nessuno usa contro Danilo: sono la ragione in più per cui un percorso doveva esistere già.

**Le conseguenze per i deboli.**
Quando la porta della struttura non può più restare aperta, il peso torna tutto su un uomo fragile. E torna sulle realtà che lo seguono ogni giorno: volontari, parrocchie, associazioni, lasciate a gestire da sole ciò che i servizi sociali dovrebbero governare. Il 23 giugno si parlava di venti giorni di emergenza dichiarati. Quasi due mesi dopo nessun progetto individuale risulta attivato. Il ventunesimo giorno non è arrivato nessuno. Nel dibattito di queste ore si indicano anche immobili di proprietà comunale: il punto non è quale immobile scegliere, è che qualcuno a Palazzo decida. Quella notte di giugno Danilo aveva bisogno di un letto e qualcuno glielo aveva garantito. Il problema è ciò che viene dopo. Chi ha guadagnato da questa storia è il racconto di un'amministrazione vicina agli ultimi. Danilo no.

**La domanda.**
Sindaco Sodano, assessore Lala: cosa è stato fatto in questi quasi due mesi? La solidarietà non si misura con le visualizzazioni di un post. Si misura il giorno in cui la telecamera si spegne.