Agrigento, 19 agosto. Confcommercio lancia un grido d’allarme durissimo: “Agrigento muore di sete”. Imprese in ginocchio, attività costrette ad abbassare le saracinesche, conseguenze pesanti nel centro storico e a San Leone. Francesco Picarella, presidente della delegazione comunale, descrive una situazione oltre la soglia della sostenibilità. Il primo allarme era del 29 luglio: un piano straordinario per garantire l’acqua nei mesi decisivi di agosto e settembre.
Lo stesso giorno, il sindaco Michele Sodano pubblica la fotografia dell’incontro con il direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, e annuncia una strategia comune tra Comune e Parco: “programmazione, competenze e risorse”. Mentre le imprese chiudono per la sete, si fotografa la promozione. Nella foto, oltre a Sciarratta, compaiono gli assessori Umberto Rumolo e Dario Cipolla e il consulente Giuseppe Mendola. Cercare finanziamenti per Agrigento è un dovere di qualsiasi amministrazione: la domanda è un’altra, e riguarda quello che si finanzia. Nella foto, oltre a Sciarratta, compaiono gli assessori Umberto Rumolo e Dario Cipolla e il consulente Giuseppe Mendola. Cercare finanziamenti per Agrigento è un dovere di qualsiasi amministrazione: la domanda è un’altra, e riguarda quello che si finanzia.
**Il meccanismo.**
La crisi idrica di Agrigento è un fatto istituzionalmente riconosciuto: l’ordinanza sindacale n. 47 del 17 luglio ha attivato il Centro operativo comunale per la criticità nell’approvvigionamento idrico e per prevenire l’emergenza igienico-sanitaria nei confronti dei soggetti fragili. Il 17 agosto la vicenda finisce sulle televisioni nazionali: “Filorosso” su Rai 3 dedica spazio alla crisi siciliana e al caso Ravanusa, con il deputato regionale Ismaele La Vardera. Maddalusa, il quartiere senza acqua, era già arrivata sulla Tgr a giugno.
Il meccanismo è la promozione che corre più veloce della qualità dell’offerta. Lo dice Assoturismo: dopo l’esposizione enorme di Agrigento Capitale della Cultura 2025, l’estate 2026 è deludente e serve “recuperare credibilità”. La promozione porta il turista ad Agrigento. L’acqua, la pulizia e i servizi lo convincono a restare e a tornare. Il punto non è essere contrari agli eventi, alla cultura o ai finanziamenti del Parco: ogni euro capace di produrre sviluppo, turismo e occupazione va intercettato. Ma la reputazione di una destinazione si costruisce con i fatti, e si distrugge altrettanto rapidamente con i fatti. Il punto non è essere contrari agli eventi, alla cultura o ai finanziamenti del Parco: ogni euro capace di produrre sviluppo, turismo e occupazione va intercettato. Ma la reputazione di una destinazione si costruisce con i fatti, e si distrugge altrettanto rapidamente con i fatti.
**Le conseguenze per i deboli.**
A pagare sono le imprese del centro storico e di San Leone, i lavoratori del turismo, i residenti di Maddalusa: i fragili per cui il Comune stesso ha attivato un piano. Nel 2025 chi denunciava pubblicamente i problemi veniva contestato, anche da chi oggi siede nella maggioranza che sostiene il sindaco. Oggi gli stessi problemi sono nei comunicati delle associazioni di categoria e nei servizi televisivi nazionali.
**La domanda.**
Quale Agrigento stiamo finanziando: quella della fotografia, o quella che muore di sete?