Quattrocentocinquanta chili di pesce sequestrato. Quindicimila euro di sanzioni. È il bilancio dei controlli estivi della Direzione marittima di Catania tra ristoranti, pescherie e mercati dell'hinterland etneo, dove gli ispettori pesca della Guardia costiera hanno trovato il «muccu», la neonata di sarde e triglie di scoglio la cui pesca è vietata, venduto sotto la taglia minima e senza etichetta.
Non è un caso che il novellame si chiami «neonata». È il futuro del mare che viene pescato prima del tempo, trasformato in piatto e venduto come specialità.
Il meccanismo
L'operazione, partita a luglio, corre in parallelo ai servizi di vigilanza in mare e lungo il litorale, finalizzati alla sicurezza della balneazione. L'obiettivo dichiarato è duplice: informare e prevenire, sensibilizzando gli operatori in un periodo in cui il consumo di pesce aumenta sensibilmente, e contrastare le pratiche commerciali irregolari. Le verifiche hanno evidenziato una generale osservanza delle norme: ma dove la regola manca, manca sempre nello stesso punto. L'etichetta deve dire la provenienza del pescato; la taglia minima deve lasciare crescere le specie. In diversi casi è emerso il contrario: prodotto privo di etichetta, pesce sotto misura, neonata di sarde e triglie in vendita.
Dopo il sequestro, i medici veterinari dell'Asp hanno certificato l'edibilità del prodotto e il pesce è stato donato alle associazioni caritatevoli del territorio. Il gesto è generoso. Ma il danno, quello alla riproduzione delle specie, non si dona: ogni chilo di neonata pescato è una generazione di pesce che non nascerà.
Le conseguenze per i deboli
Chi perde sono i pescatori che rispettano le regole, costretti a competere con chi svuota il mare prima del tempo. Chi perde sono le famiglie che mangeranno meno pesce, e meno buono, tra dieci anni. Chi perde è il mare stesso, bene comune di una terra che si dice di pescatori. Chi vince, oggi, è chi trasforma il futuro in un piatto da vendere al banco. Il mare, per questa terra, è un elemento identitario oltre che una risorsa economica. E si mangia prima del tempo, un chilo alla volta.