Il rogo di metà agosto non ha cancellato il Parco Icori, l'area verde dell'Addolorata di Agrigento. Ma le immagini riprese con il drone da Report Sicilia mostrano ampie fasce annerite, chiome secche, palme bruciate e, tra gli alberi, rifiuti e degrado. Il sindaco Michele Sodano aveva parlato di catastrofe scongiurata. Il danno, però, c'è.

Il vero problema del parco non nasce con l'incendio. Il fuoco ha solo riportato a galla una storia più lunga: quella di un progetto finanziato per farlo rinascere, e di una rinascita che non c'è mai stata.

**Il meccanismo.**
Nel novembre del 2023 la Regione Siciliana concesse all'associazione TTT, Tierra Techo Trabajo, un finanziamento massimo di 69.904 euro nell'ambito del Fondo nazionale per le Politiche Giovanili. Il progetto si chiamava «Nuovo Teatro Addolorata». Prevedeva pulizia del parco, laboratori, attività per bambini, piantumazioni di cipressi, ulivi e oleandri, tavoli e casette in legno costruiti in autocostruzione. Obiettivo dichiarato: rendere il parco vivibile e restituirlo alla città.

La Regione erogò un'anticipazione del 70 per cento, pari a 48.932,80 euro. A fine progetto la spesa definitivamente riconosciuta fu di 48.491,68 euro. L'associazione restituì i 441,12 euro di differenza, e 21.412,32 euro vennero disimpegnati. La rendicontazione fu approvata. Contabilità in ordine, nessuna irregolarità contestata.

Eppure oggi il parco è di nuovo da recuperare. Dove sono i tavoli? Dove sono le casette? Che fine hanno fatto le piantumazioni? Il fallimento non è contabile. È il risultato.

**Le conseguenze per i deboli.**
A pagare sono i quartieri che circondano l'Addolorata: famiglie senza un parco fruibile, ragazzi senza spazi, anziani senza ombra. Il finanziamento ha prodotto eventi, non continuità. Finito il progetto, è finito tutto: nessuna convenzione con il Comune per la manutenzione, nessuno che abbia impedito al degrado di tornare.

C'è un dettaglio che rende la storia tutta agrigentina. Alcuni protagonisti di quella stagione oggi governano la città. Una consigliera comunale è riconducibile a quell'esperienza progettuale. Lo stesso Michele Sodano partecipava alle iniziative attorno al parco: c'è chi lo ricorda con una chitarra durante una di quelle feste. Ieri associazioni e cittadini chiedevano alla politica di intervenire. Oggi, in parte, quella politica sono loro.

**La domanda.**
Se quasi cinquantamila euro di denaro pubblico erano stati spesi per far vivere il parco, perché siamo di nuovo al punto di partenza? E chi, tra chi c'era allora e governa oggi, vuole spiegare agli agrigentini cosa non ha funzionato?