Diciotto comuni etnei senza un servizio idrico che funzioni: rubinetti a secco, erogazione a singhiozzo, file alle fontane pubbliche. Pedara, Nicolosi, Trecastagni e Mascalucia sono solo gli ultimi della lista, che comprende Misterbianco, Tremestieri Etneo, Sant'Agata li Battiati, Biancavilla, Santa Maria Licodia, Ragalna, Belpasso, Camporotondo Etneo, Gravina di Catania, San Pietro Clarenza, San Giovanni La Punta, Grammichele, Fiumefreddo di Sicilia e Aci Sant'Antonio.

Non è un caso. È la Sicilia dell'estate che si ripete: gli invasi pieni annunciati a primavera come una vittoria, i rubinetti a secco puntuali ad agosto, gli stessi gestori, le stesse scuse.

**Il meccanismo.**
A denunciarlo è Jose Marano, capogruppo di ControCorrente all'Assemblea regionale siciliana: l'immagine della Sicilia che guardava alla bella stagione con gli invasi pieni e ottimismo si è rivelata un bluff promosso dalla maggioranza di governo. Le autobotti nell'Agrigentino, il razionamento a Palermo, a Trapani e nel Nisseno, i disservizi a Siracusa e Ortigia: la rete dell'Isola è quella di vent'anni fa, con le perdite che divorano l'acqua e i gestori che incassano le bollette.

Nel Catinese il gestore si chiama Sicilacque S.p.A. ControCorrente ha lanciato in tutta l'Isola una petizione popolare per chiedere al presidente della Regione di esercitare la facoltà di revoca dell'affidamento in gestione, in forza dell'articolo 30 della Convenzione tra Regione e Società. I deputati regionali Ismaele La Vardera, Carlo Gilistro e Alessandro De Leo lo dicono senza giri di parole: l'acqua è un diritto essenziale, e i siciliani meritano risposte, non giustificazioni. Chiedono interventi massicci sulle reti, riduzione delle perdite, manutenzione delle infrastrutture e una programmazione seria delle risorse: la Sicilia non può continuare a rincorrere le emergenze ogni estate.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga sono i cittadini dei paesi etnei: famiglie in fila alle fontane pubbliche, anziani che non possono trasportare l'acqua, negozi che chiudono a Ferragosto. Chi paga è anche il turista, che sceglie un'Isola incapace di garantire il servizio più elementare. La crisi non è climatica: è una scelta di gestione, ripetuta ogni estate con gli stessi risultati.

**La domanda.**
La petizione raccoglierà firme, la politica prometterà interventi massicci sulle reti. Ma la domanda resta: quanto tempo ancora i siciliani aspetteranno che il diritto all'acqua smetta di essere una promessa elettorale e diventi una tubatura riparata?