Da oggi, domenica 16 agosto, lo scalo alternativo di Cala Pisana è di nuovo operativo. L'ordinanza dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa consente alle navi Costanza I di Sicilia e Sansovino di tornare ad attraccare, con precise condizioni operative e di sicurezza, per i collegamenti con Porto Empedocle. Il sindaco Filippo Mannino aveva preannunciato la riapertura nei giorni scorsi.
La notizia è una riga di ordinanza. Il meccanismo è la vita di un'isola: i collegamenti marittimi delle Pelagie si aprono e si chiudono per provvedimento. Vento, risacca, condizioni meteomarine: se la manovra non è sicura, l'attracco non si fa. L'operatività dello scalo resta subordinata al mare, e il provvedimento pubblicato questa mattina richiama i pareri e le relazioni acquisiti nell'iter che ha preceduto l'autorizzazione. Per chi vive a Lampedusa e Linosa la continuità territoriale non è un tema astratto: è la spesa che arriva, il paziente che parte per le cure, il turista che arriva o non arriva. È il carburante, i medicinali, il pane: tutto quello che un'isola non produce e che deve attraversare il mare.
**Il meccanismo.**
Lo scalo alternativo esiste, ma resta un'alternativa. L'ordinanza non si limita ad autorizzare: richiama pareri e relazioni acquisiti nell'iter, prescrizioni sulle modalità di utilizzo, condizioni di sicurezza. Ogni passaggio è tecnico, ogni decisione è condizionata. Il risultato è un servizio essenziale che dipende da un provvedimento amministrativo e dal mare: l'approvvigionamento dell'isola, il movimento dei residenti, il turismo estivo che per le Pelagie è la principale economia.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga la fragilità sono i residenti, i lavoratori, le merci: quando il collegamento salta, i prezzi salgono, le attese si allungano, i servizi si riducono. L'isola vive con un porto pienamente operativo e uno scalo che si riattiva per ordinanza. Per Lampedusa e le Pelagie la continuità dei collegamenti è un servizio essenziale: per i residenti, per l'approvvigionamento dell'isola, per il movimento turistico del periodo estivo. Ogni giorno di scalo chiuso significa tempi più lunghi, costi più alti, servizi più fragili. I turisti vedono il mare. Chi ci abita vede l'incertezza.
**La domanda.**
Finché la continuità di un'isola dipenderà da un'ordinanza e dal vento, chi garantisce a chi ci vive il diritto di non restare isolato?