Largo Podgora, a pochi passi dal Teatro Musco di Catania, è di nuovo coperto di erbacce e rifiuti. L'ultimo intervento di ripulitura risale ad aprile, dopo una raccolta di firme dei residenti: lavori fatti con il personale della municipalità e con una squadra di percettori del reddito di povertà impiegati in attività di pubblica utilità. A distanza di pochi mesi, lo slargo è tornato com'era.

Il copione è sempre lo stesso, e ormai fa rima con degrado e abbandono. Lo spazio pubblico viene ripulito a chiamata, con la manodopera di chi prende un sussidio, e poi lasciato di nuovo a sé stesso. La città cura il sintomo con il lavoro dei poveri e non affronta la causa.

**Il meccanismo.**
Il ciclo è collaudato: il degrado si accumula, i residenti si organizzano, raccolgono firme, l'amministrazione interviene con un'operazione spot. Si usano i percettori del reddito, inseriti in attività di pubblica utilità: manodopera a costo zero per il Comune, che evita di stanziare risorse ordinarie per la manutenzione. Poi la squadra si scioglie, i fondi finiscono, e il problema ricomincia da capo. Nessun piano di manutenzione ordinaria, nessun intervento strutturale, nessuna risposta alla domanda di fondo: chi si occupa ogni giorno degli spazi pubblici della città? L'intervento di aprile doveva essere la soluzione ed è diventato una parentesi.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi subisce sono i residenti del quartiere, costretti a convivere con incuria e abbandono, e con loro chi ogni sera entra al Teatro Musco e passa davanti a un'area verde lasciata a sé stessa. L'immagine è quella di una città che amministra l'emergenza: si interviene quando la protesta diventa rumore, si promette, si ripulisce, e si aspetta che il problema torni. I percettori del reddito di povertà, intanto, vengono usati come tappabuchi di una manutenzione che dovrebbe essere un servizio pubblico ordinario: il lavoro dei più poveri al posto dei servizi che mancano. Chi ci guadagna è l'amministrazione, che risparmia sui servizi; chi ci perde è il quartiere, e la dignità di chi viene impiegato per coprire i buchi.

**La domanda.**
Quante altre raccolte di firme serviranno perché Largo Podgora venga curato come un luogo pubblico, e non ripulito come un cortile di passaggio?