La deputata nazionale del Movimento 5 Stelle Ida Carmina rilancia l'aeroporto di Agrigento sfruttando la crisi dello scalo di Catania e rivendica l'articolo 8-bis della legge 162 del 2023. Il progetto prevede uno scalo di medie dimensioni nella Piana di Licata, con una stima iniziale di 115 milioni di euro. Il 13 marzo 2024 il Libero Consorzio comunale ha trasmesso il dossier al Ministero delle Infrastrutture. La pista non esiste ancora.

La notizia non è il rilancio di Carmina. È la cronologia: dal 9 maggio 2023 Calogero Pisano segue il dossier alla Camera, nell'ottobre dello stesso anno presenta l'articolo 8.03 al Decreto Sud insieme ad Annarita Patriarca Calderone, il 21 gennaio 2026 è al Ministero con i tecnici del Libero Consorzio quando viene consegnata la documentazione. Carmina arriva dopo, quando il tema è diventato conveniente. La cronologia non è un optional: è l'unica cosa che distingue chi costruisce da chi sventola la bandiera.

**Il meccanismo.**
L'infrastruttura in Sicilia funziona così. Si aspetta un'emergenza, si riscopre il progetto, ogni schieramento se ne intestata la paternità. Michele Sodano, oggi sindaco di Agrigento, presentò un articolo aggiuntivo nel novembre 2021, una proposta di finanziamento dichiarata inammissibile nel luglio 2022 e un ordine del giorno nell'agosto dello stesso anno. Passaggi veri, nessuno diventato iter operativo. Pisano ha fatto un lavoro diverso: atti parlamentari, studio di fattibilità, integrazioni chieste da Ministero ed Enac, consegna del fascicolo a gennaio 2026. A luglio il dossier è entrato nella proposta del Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035. Lo stesso presidente della Regione Renato Schifani ha chiesto al Ministero dettagli su finanziamenti, flussi di passeggeri e costi di gestione.

**Le conseguenze per i deboli.**
Gli agrigentini aspettano un aeroporto da decenni. L'isolamento infrastrutturale è una tassa quotidiana: ore di macchina per raggiungere gli scali di Catania e Palermo, collegamenti che dipendono da un vulcano in attività. Il malcontento è enorme, ed è esattamente ciò che rende il tema facile da cavalcare per chi cerca consenso. Nessuno vende i biglietti per un aeroporto che non esiste ancora, ma intanto il territorio continua a pagare il prezzo dell'attesa, mentre i rappresentanti politici si contendono la firma su un progetto che nessuno ha finanziato e che deve ancora superare valutazioni tecniche, sostenibilità economica e coperture finanziarie.

**La domanda.**
Dei 115 milioni stimati, quanti sono stanziati oggi? E chi garantirà che il Piano nazionale 2026-2035 non resti, come tanti atti prima di lui, un documento di buone intenzioni?