**Quattro opere attribuite ad Antonello da Messina sono state trafugate dal MuMe la sera di Ferragosto. I ladri sono entrati intorno alle 21.50, mentre in piazza Duomo si chiudeva la Processione della Vara, eludendo allarmi e dispositivi di sicurezza.** Hanno portato via tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, datato 1473, e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta dalla teca blindata che la custodiva. Due tavole sono state ritrovate da alcuni passanti su un muretto all'esterno del museo. Le altre due opere risultano sparite.
Non è un furto qualunque. È il racconto di un patrimonio pubblico lasciato con allarmi che non suonano, mentre la città intera guardava altrove. E di un mercato, quello dell'arte rubata, che in un anno ha già colpito il Louvre e la Fondazione Magnani Rocca.
**Il meccanismo.**
Il Polittico di San Gregorio ha alle spalle una storia di dispersioni: smembrato, sottoposto nel 1842 a un restauro con sostanze abrasive, rimasto esposto alla pioggia dopo il terremoto del 1908. Chi l'ha preso sapeva cosa cercare. Opere su tavola, non su tela: l'assessore comunale alla Cultura, Enzo Caruso, parla di un lavoro commissionato. «I riflettori accesi con l'acquisto di un'opera per 15 milioni di euro hanno destato l'interesse dei ladri d'arte», ha detto. La direttrice del museo, Marisa Mercurio, parla di una perdita gravissima per la città e per il mondo dell'arte. Il sindaco Federico Basile definisce il fatto «gravissimo e profondamente riprovevole». La Scientifica ha avviato i rilievi, il museo è chiuso al pubblico.
**Le conseguenze per i deboli.**
Il patrimonio non è un bene privato. Quelle opere erano dei messinesi, degli studiosi, di chi entra in un museo regionale pagato con denaro pubblico. Ogni opera trafugata che non torna è un pezzo di storia comune finito nel mercato nero. La tavoletta bifronte è la più fragile: piccola, nata per la devozione privata, comprata dalla Regione Siciliana da Christie's nel 2003. Se passa di mano in mano, non si recupera più. Il 19 ottobre 2025 il Louvre ha perso gioielli per 88 milioni di euro; il 23 marzo scorso la Magnani Rocca tre opere per oltre 9 milioni. La Sicilia ha perso Antonello, il suo pittore.
**La domanda.**
Se un museo regionale può essere svaligiato alle 21.50 di Ferragosto mentre tutta la città è in piazza, chi risponde della sicurezza di ciò che resta?