**Alle 20.30 di una sera d'agosto, via Atenea è il salotto buono di Agrigento: sacchi dell'immondizia lungo la scalinata, contenitori, plastica davanti alle attività commerciali.** La fotografia non ritrae una periferia dimenticata. E la scena, scrive chi l'ha documentata, si ripete ogni giorno.

Non è un problema di decoro. È una scelta amministrativa: a Taormina il problema è stato affrontato, ad Agrigento viene fotografato. La differenza non sta nella città, sta in chi la amministra.

Il meccanismo

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A Taormina dal 1° aprile 2026 è in vigore il calendario estivo della raccolta differenziata, valido fino al 31 ottobre. Sull'asse commerciale tra Porta Catania e Porta Messina, Corso Umberto compreso, l'esposizione dei rifiuti è consentita solo nella fascia dalle 23 alle 5. Il problema era stato affrontato già dal 2023, secondo la relazione di inizio mandato. A maggio 2026 è stata riorganizzata l'isola mobile di via Kitson per strutture ricettive e attività commerciali, con conferimento dalle 11.30 alle 14.30. A giugno la Polizia Locale è intervenuta contro i contenitori lasciati fuori orario, richiamando le attività commerciali al rispetto delle regole. Regole, organizzazione, controlli: in quest'ordine. Nessuno di questi tre elementi richiede studi milionari o consulenze: richiede una decisione e la volontà di farla rispettare. A Taormina la decisione è stata presa anni fa, e il sistema è stato via via affinato, non abbandonato.

Ad Agrigento il sindaco Michele Sodano ha presentato la sua squadra amministrativa parlando di competenze e professionalità, con tanto di definizione di top player. Nessuno chiede di inventare una soluzione: esiste già, è in funzione in un'altra città siciliana, basterebbe copiarla.

Le conseguenze per i deboli

Il turista che alle 20.30 percorre via Atenea non conosce il contratto dei rifiuti di Agrigento. Non sa chi ha lasciato il sacchetto, non sa a che ora passerà il mezzo, non conosce le competenze dell'impresa, del Comune o degli esercenti. Vede una cosa sola: Agrigento. E chi vive di commercio in quel salotto lavora ogni sera accanto ai sacchi, pagando il prezzo di un'immagine che non dipende da lui. I residenti della zona alta della città, quelli che ogni giorno salgono e scendono quella scalinata, conoscono invece ogni dettaglio del problema: l'orario di esposizione, il passaggio del mezzo, la frequenza del servizio. Il problema non è che nessuno lo sappia. È che nessuno decide.

La domanda