Il 5 aprile 1990 il geometra Falletta spiega a Giorgio Ghiglio, consigliere delegato della Ionics, come funziona il sistema: «Fondedile piglierà le opere civili, ma sarà parlato da qualcuno che gli dirà: vi dovete associare con la CO.FA.PI.». E aggiunge: «Il 20% ce l'avrà la CO.FA.PI.».

Le telefonate sono intercettazioni giudiziarie pubblicate da Domani nel dossier «Mafia e appalti» del Blog mafie, curato da Attilio Bolzoni e Francesco Trotta con l'associazione Cosa vostra. Sono del 1990. Ghiglio aspetta dall'organizzazione «un ordine diretto». Falletta, amministratore della CO.FA.PI., si definisce «l'uomo che tratta sempre su tutte le cose».

Non è un caso che un'impiegata della Intercantieri, società con sede a Limena, nel Padovano, chiami la CO.FA.PI. per una gara di prequalificazione del comune di Gualtieri Sicaminò, categoria 19/D «per 6 miliardi». Domanda: «Se il signor Falletta conosce qualcuno che possa costruire la categoria, per poter concorrere con noi». Il filo raccontato dal dossier va da Padova a Licata: il Nord che costruisce e la Sicilia che decide.

**Il meccanismo.**
La categoria non si possiede, si compra. Chi deve vincere una gara chiama l'organizzazione, che trova chi «costruisce» i requisiti mancanti. L'associazione tra imprese non è un accordo commerciale: è un ordine. La Fondedile è, secondo il documento, sotto il completo controllo dell'organizzazione mafiosa, e la percentuale si cede senza discussione. Il direttore tecnico della Intercantieri, Alessandro Volta, contatta Falletta «per avere notizie». Una telefonata vale più di un bando. Le intercettazioni mostrano anche la geografia del potere. Ghiglio parla di «amici da Casteldaccia» che non vogliono passare dalla Regione, «perché là volevano pilotarsi un po' la cosa loro», e non hanno accesso alla Cassa Depositi e Prestiti. Falletta risponde: «Anche se sono pieni possiamo intervenire». E l'amministratore della CO.FA.PI. racconta che il braccio destro di Mannino vuole conoscerlo: «Ci incontreremo a Roma, molto probabilmente».

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi perde è l'impresa che non ha un numero da chiamare. Chi perde è il comune che affida i lavori a chi ha comprato la categoria: opere pagate con i soldi pubblici, decise in una telefonata. Chi perde è il lavoratore che costruisce per un'azienda che ha vinto per altri motivi. E il meccanismo raccontato da queste intercettazioni ha 36 anni.

**La domanda.**
Quanto è cambiato, oggi, il modo in cui una gara si vince?