Cateno De Luca ha presentato a Catania i primi nove «pionieri» della provincia etnea, nella sede distaccata dell'Assemblea regionale siciliana. Obiettivo dichiarato: eleggere quattro, se possibile cinque deputati regionali. A rivendicare i risultati, il coordinatore Danilo Lo Giudice: oltre il 21 per cento dei consensi nelle amministrative, «primo partito in Sicilia».

Non è un caso. Guardate la composizione della squadra: un ex deputato eletto nella lista di Musumeci, un assessore comunale primo dei non eletti nella lista della Dc di Cuffaro, un ex lombardiano con trascorsi in Forza Italia e nella Dc, un sindaco. Il movimento anti-casta recluta proprio nella casta.

**Il meccanismo.**
I nove sono Olga Agosta, consigliera di Pedara; Alfio Barbagallo, di Zafferana Etnea; Dario Capotorto, imprenditore di Santa Venerina; Nunziella Di Cavolo, imprenditrice di Paternò; Lucia Finocchiaro, di Aci Sant'Antonio; Giuseppe Marletta, assessore del Comune di Catania; Giusy Sapia, operatrice di patronato; Elio Tagliaferro, già consigliere provinciale; Davide Vasta, sindaco di Riposto. Amministratori, imprenditori, professionisti: la «società civile» che la politica etnea conosce da decenni.
La costruzione della squadra è iniziata con largo anticipo sul voto. Si replica il percorso del 2022: radicamento locale, liste pronte prima degli altri, simboli nuovi. Il riciclaggio è il vero motore: chi ha perso con una bandiera rientra con un'altra, e il passato si cancella con una parola nuova, «pioniere».

**Le conseguenze per i deboli.**
In questo mercato delle candidature, la merce sono i consensi: ogni nome pesa, ogni amministratore porta il suo pacchetto di voti. Chi ci guadagna sono i professionisti della politica, che cambiano casacca e restano in Parlamento. Chi ci perde sono gli elettori, a cui viene venduto come nuovo ciò che è il solito giro di poltrone.
E mentre i partiti si contendono i seggi, la Regione che dovrebbero governare aspetta: sanità, lavoro, acqua, rifiuti. La campagna elettorale permanente è il lusso di chi non ha mai dovuto fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte.

**La domanda.**
A Catania, quattro o cinque deputati per un movimento che promette di liberare la Sicilia: liberarla da chi, se i suoi pionieri vengono proprio dai partiti che la governano da trent'anni?