Il presidente dell'Anffas di Modica è agli arresti domiciliari, insieme a un operatore del centro diurno. Gli indagati sono tredici, tutti per maltrattamenti ai danni delle persone con disabilità ospitate nella struttura. Il gip ha imposto ad altri cinque operatori il divieto temporaneo di esercitare la professione e di assistere soggetti fragili. Il centro è stato chiuso dopo l'inchiesta della procura di Ragusa.

Non è un caso. I reati contestati sono maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione infermieristica: i farmaci venivano somministrati da personale senza abilitazione, in una struttura senza infermieri. Il garante, quello che doveva vegliare sulla cura dei più deboli, è finito in manette.

**Il meccanismo.**
Secondo quanto ricostruito dalla procura, due degli indagati avrebbero materialmente posto in essere le condotte violente sugli ospiti. Agli altri viene contestato di non essere intervenuti per impedirle e di non averle segnalate alle autorità. Nessuno ha parlato. Nessuno ha fermato nulla. L'indagine dei carabinieri è partita da un'ispezione ordinaria, che ha fatto emergere le irregolarità nella gestione. Gli episodi contestati si sarebbero verificati tra dicembre 2025 e febbraio 2026.
La struttura viveva di rette e finanziamenti pubblici per assistere persone che non possono difendersi. E in quel perimetro si somministravano farmaci senza titolo, si picchiava, si taceva. I controlli esterni non c'erano, o non vedevano. Ci sono voluti mesi, e un'ispezione di routine, perché qualcuno si accorgesse di cosa accadeva dentro.

**Le conseguenze per i deboli.**
I primi a pagare sono gli ospiti: persone con disabilità affidate da famiglie che credevano di lasciarle in mani sicure. Violenze, farmaci senza controllo, nessuna assistenza infermieristica. Il danno non si misura solo nei referti: è la fiducia tradita di chi ha già tutto contro, e il corpo segnato di chi non ha potuto dire no.
Poi ci sono le famiglie, che hanno scoperto dai giornali cosa accadeva dentro il centro dove ogni mattina accompagnavano i loro cari. E c'è la comunità di Modica, che perde un servizio essenziale mentre la giustizia ricostruisce i fatti. Chi ci guadagna? Chi per anni ha incassato rette e contributi gestendo una struttura senza infermieri, senza abilitazioni, senza controllo.

**La domanda.**
Quante altre strutture per i fragili, in Sicilia, reggono la stessa organizzazione: personale non qualificato, farmaci senza controllo, garanti distratti? E quanto deve ancora accadere perché i controlli scattino prima, e non dopo l'ispezione che trova i corpi già segnati?