Il 15 luglio l'operazione 'Oltre il villaggio' ha portato in carcere 19 persone su 22 arresti, decimando le giovani leve del clan catanese Cappello-Bonaccorsi. Ma dalle intercettazioni analizzate dagli agenti della questura di Catania emerge il meccanismo che teneva vivo il business dietro le sbarre: droga, telefoni e schede entravano negli istituti penitenziari siciliani imbottiti negli alimenti, consegnati con i droni o attraverso i colloqui, con la complicità di un avvocato penalista, Giancarlo Filippo Maria Puglisi, arrestato e ora ai domiciliari.

Il muro del carcere non separa nulla: finché un professionista usa il mandato come lasciapassare, il clan continua a fare affari dal dentro, con i detenuti che pagano il conto.

Il meccanismo

L'ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Dorotea Catena ricostruisce un sistema articolato. L'avvocato Puglisi avrebbe sfruttato i colloqui con i suoi assistiti per agire come corriere spregiudicato, inviso perfino a chi gli commissionava i «carichi scottanti», perché ritenuto poco preciso nelle consegne: un dettaglio che dice quanto il servizio fosse organizzato e rodato, al punto da permettersi clienti esigenti. Gli alimenti venivano imbottiti con il materiale da recapitare ai detenuti; i droni sorvolavano i muri, con un pilota minacciato per piegarlo al servizio del clan; i "calamari ripieni" sono diventati il simbolo di un contrabbando che gioca sulla fiducia cieca nei controlli.

I rampolli dei "Carateddi" non si fermavano alle prime difficoltà: il carcere non interrompeva gli affari, li trasformava. Dietro ogni consegna c'era una cassa comune, un'organizzazione che sostiene i detenuti e li lega a sé.

Le conseguenze per i deboli

Dentro il carcere, chi riceve droga e telefoni contrae debiti col clan: la «cassa comune» dei Cappello-Bonaccorsi, alimentata anche dal ruolo delle donne per il sostentamento dei detenuti, è una corda al collo che lega ogni beneficiario all'organizzazione. Fuori, il mercato della droga continua a finanziare la violenza e le spedizioni punitive. E quando un avvocato diventa corriere, a perdere è la fiducia nella giustizia stessa: il diritto di difesa, garanzia di tutti, usato come copertura per il contrabbando.

La domanda