CROLLO DI PISTUNINA, TRE INDAGATI: OMICIDIO COLPOSO E CANTIERE SENZA CAUTELE

Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati per il crollo della palazzina di Pistunina, nella zona sud di Messina, avvenuto giovedì 30 luglio. La Procura ipotizza omicidio colposo, rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e crollo colposo. Intanto dalle macerie è stato recuperato il corpo di una terza vittima: una donna. Tre persone risultano ancora disperse.

Questa è la notizia. Ma la domanda che pochi si pongono è questa: in un condominio dove al piano terra erano in corso lavori di ristrutturazione, chi ha deciso che si potesse scavare, martellare e demolire mentre sopra le loro teste dormivano delle famiglie?

Il meccanismo

L'inchiesta della Procura di Messina, delegata ai carabinieri del Comando provinciale con il supporto dello Spresal dell'Asp e dei vigili del fuoco, ha già trovato una direzione. Le ipotesi di reato non sono generiche: parlano di «rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro». Tradotto: qualcuno avrebbe tolto o non messo le protezioni che dovevano reggere il peso del cantiere. Gli indagati sono stati invitati a comparire per essere interrogati dal pubblico ministero all'inizio della prossima settimana. Il crollo è avvenuto in pieno giorno, giovedì. Da allora le ruspe scavano senza sosta, e il bilancio si aggiorna di ora in ora: tre corpi estratti, tre vite ancora sotto le macerie. Sul posto, venerdì, è arrivato anche il governatore Renato Schifani, accolto da sindaco, questore e comandante dei vigili del fuoco: la politica c'è, quando il crollo è già avvenuto.

Le conseguenze per i deboli

I morti e i dispersi di Pistunina sono la quota che i vivi pagano per un sistema in cui la ristrutturazione costa meno della sicurezza. Ogni anno in Italia centinaia di lavoratori muoiono nei cantieri, e ogni volta la sequenza è la stessa: lavori in corso, cautele mancanti, poi l'inchiesta, poi i tre indagati. Chi viveva in quella palazzina — famiglie, anziani, inquilini — non ha scelto di abitare sopra un cantiere senza protezioni. E chi ci lavorava, probabilmente, non ha scelto nemmeno lui le condizioni in cui scavare. La dimensione di classe è tutta qui: la decisione di risparmiare sulle impalcature e sui puntelli la prende chi incassa il prezzo dell'appalto, mai chi dorme al terzo piano.

La domanda