**Un miliardo e 425 milioni di euro.** Questo il valore stimato della gara per la continuità territoriale marittima delle isole minori siciliane: Eolie, Ustica, Egadi, Pantelleria, Pelagie. Una delle gare pubbliche più importanti d'Italia. E già si scatena la bufera. Un comitato di autotrasportatori denuncia: "Le coincidenze, da sole, non sono prove. Ma quando le coincidenze si sommano, il dovere delle istituzioni è fermarsi e verificare".
Non è solo una gara. È l'ennesimo capitolo della storia infinita degli appalti pubblici in Sicilia: requisiti che sembrano cuciti su misura per gli attuali concessionari, incarichi che puzzano di conflitto d'interessi, e la politica che rassicura ma non convince.
Il meccanismo
Il bando ancora non esiste, ma il quadro economico sì. E gli autotrasportatori notano che i requisiti di partecipazione, per come sono concepiti, richiederebbero una flotta di dimensioni tali da rendere "estremamente difficile la partecipazione di operatori diversi" da quelli già presenti — Caronte&Tourist e Liberty Lines, delle famiglie Franza e Morace. A infiammare gli animi, un dettaglio che pesa: l'incarico da 170mila euro affidato dal dipartimento regionale Trasporti a Cristiano Pagano, avvocato palermitano e socio fondatore di Concilium Adr. Con lui, tra i fondatori, c'è anche Gianfranco Aricò. Fratello di Alessandro Aricò, assessore regionale ai Trasporti.
Le conseguenze per i deboli
Per gli abitanti delle isole minori, la continuità marittima non è un lusso: è l'unico collegamento con il resto del mondo. Ogni giorno senza traghetti significa farmaci che non arrivano, bambini che non vanno a scuola, turisti che scelgono altre mete. Una gara truccata, o anche solo sospettata di esserlo, significa servizi peggiori e tariffe più alte. I residenti delle Eolie, di Pantelleria, delle Pelagie attendono un servizio pubblico dignitoso. E si ritrovano al centro di un giallo che mescola milioni, avvocati e parenti di assessori.