Appalto da 532 mila euro per le opere di captazione della sorgente San Nicola a Montevago. Quattro offerte. Procedura negoziata, non gara aperta. Aggiudicazione alla ZAB Costruzioni di Favara per 347 mila euro. Il problema non è chi ha vinto. Il problema è chi non ha potuto partecipare.

AICA, l'azienda idrica che serve la provincia di Agrigento, sta progressivamente abbandonando le gare aperte. Le procedure negoziate — in cui solo le imprese invitate possono presentare offerta — stanno diventando la regola, non l'eccezione. Il caso di Montevago è emblematico: un appalto per un'opera pubblica essenziale, finanziato con soldi dei cittadini, affidato con una procedura che esclude la maggior parte delle imprese del territorio. Il risultato è che le aziende agrigentine, per lavorare, devono emigrare a Palermo, Caltanissetta, Trapani o addirittura fuori Sicilia.

Il meccanismo

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Il sistema è semplice ma efficace. La normativa consente la procedura negoziata entro certi importi. Ma quando la procedura negoziata diventa la scelta sistematica, il confine tra legittimità e arbitrarietà si assottiglia. AICA seleziona le imprese da invitare, decide chi può competere e chi no. Le ditte che non ricevono l'invito, pur avendo esperienza e requisiti, restano fuori prima ancora di poter presentare un'offerta. Il dubbio è legittimo: i criteri di selezione sono tecnici o politici? L'opera serve Montevago, amministrato dalla deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo, che ricopre contemporaneamente la carica di sindaca. Una coincidenza che solleva domande sul peso della politica nelle decisioni di AICA.

Le conseguenze per i deboli

A perdere sono le imprese locali che non possono competere ad armi pari. Aziende che pagano tasse in provincia di Agrigento, che assumono lavoratori agrigentini, che producono ricchezza sul territorio. Sono costrette a sostenere costi organizzativi e logistici maggiori per cercare lavoro fuori, mentre le gare pubbliche di casa loro restano chiuse. A perdere sono anche i cittadini: meno concorrenza significa prezzi più alti e minore qualità nei servizi pubblici.

La domanda