**Il Comune di Gela ha firmato un decreto ingiuntivo nei confronti della Regione Siciliana per un credito di oltre un milione e mezzo di euro.** Lo ha annunciato il sindaco Terenziano Di Stefano: si tratta dell'ecotassa sulla discarica di contrada Timpazzo, il tributo speciale che la Regione deve versare ai Comuni che ospitano siti di smaltimento dei rifiuti. Le somme contestate coprono i decreti regionali dal 2021 al 2025. Già mesi fa il Comune aveva chiesto e ottenuto un tavolo tecnico per sbloccare i pagamenti. «Senza riscontri concreti», dice il sindaco.
Non è una vertenza tra enti. È il meccanismo di uno Stato che usa il silenzio amministrativo come arma. La Regione trattiene un milione e mezzo di euro che la legge destina a Gela per ospitare una discarica — e non paga. Punto.
Il meccanismo
La discarica di contrada Timpazzo non è un problema solo per i crediti non pagati. È un impianto che riceve rifiuti da tutta la provincia di Caltanissetta, in un territorio — Gela — già segnato dalla presenza del petrolchimico e da decenni di inquinamento. È sotto indagine della procura di Caltanissetta per traffico illecito di rifiuti. Lo stesso sito che la Regione non paga è quello gestito da soggetti che i magistrati stanno indagando. Il Comune di Gela si trova nella condizione di dover inseguire la Regione con diffide e messe in mora per ottenere ciò che la legge già prevede. E mentre Gela aspetta, i rifiuti continuano ad arrivare.
Le conseguenze per i deboli
Ogni euro che la Regione trattiene è un euro in meno per i servizi ai cittadini di Gela. Un milione e mezzo di euro significa asfalti non rifatti, scuole senza manutenzione, servizi sociali ridotti. I residenti di un territorio che ospita i rifiuti di tutta la provincia pagano due volte: con l'ambiente e con i servizi tagliati. Ogni mese di attesa significa una mensilità in meno per i servizi sociali, le scuole, la manutenzione urbana. La Regione trattiene il credito e si trasforma, di fatto, in un debitore che usa la forza dell'istituzione per non pagare.