**La vicenda di Maddalusa arriva all’Assemblea Regionale Siciliana. Il risultato? Una commissione di studio.** I residenti restano senz’acqua. L’assessore comunale con delega ad Acqua e Rifiuti, Giuseppe Riccobene, non si presenta.

«Se non vuoi risolvere un problema, nomina una bella commissione», diceva Bettino Craxi. L’Ars ha preso alla lettera l’aforisma: mentre la politica istituisce tavoli, le famiglie aprono il rubinetto e non trovano acqua.

**Il meccanismo.** La riunione in Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars è stata convocata dal deputato regionale Ismaele La Vardera con il sindaco di Agrigento Michele Sodano, il presidente del Comitato Maddalusa Michele Mallia, il presidente di AICA e il Codacons. Tutti d’accordo: l’abusivismo edilizio va contrastato, serve una soluzione strutturale, ma nel frattempo l’acqua non arriva e le famiglie aspettano. L’impegno della Regione è stato quello di costituire una commissione di studio. Niente acqua immediata, niente cisterna, niente provvedimento d’urgenza. Solo un organismo che studierà il problema.

A Maddalusa l'acqua non arriva da settimane. La politica risponde con una commissione di studio. E' la massima espressione del potere che si autoassolve: invece di agire, istituisce un organismo che studiera' il problema per mesi, forse anni. Intanto i residenti aspettano. Le autobotti non bastano. Le ordinanze del sindaco coprono solo i piu' fragili. Tutti gli altri restano esclusi.**Le conseguenze per i deboli.** L’ordinanza del sindaco Sodano garantisce l’approvvigionamento solo alle categorie fragili. Tutti gli altri restano esclusi. Eppure il Consiglio comunale aveva già approvato all’unanimità una mozione che impegnava il sindaco a garantire il quantitativo minimo vitale. Mozione ignorata. Intanto l’assessore Riccobene, che prima di entrare in giunta criticava AICA e chiedeva un cambio di passo, oggi è assente da ogni confronto.

**La domanda.** Mentre la commissione studierà, i residenti di Maddalusa continueranno ad aprire il rubinetto e a non trovare acqua. La distanza tra il tempo della politica e il tempo delle famiglie è misurabile in giorni senza una goccia d’acqua nei rubinetti, in notti passate ad aspettare un’autobotte che non arriva, in bambini che crescono senza il diritto più elementare. A quando i fatti, invece delle commissioni di studio?

La risposta, forse, è sotto gli occhi di tutti. Ma nessuno, in questa terra, ha il coraggio di formularla ad alta voce.