Pfizer Catania annuncia esuberi. La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, parla di «crisi che riguarda non solo Catania, ma tutto il Paese». I lavoratori sono in presidio davanti allo stabilimento. I bilanci della multinazionale sono sani. Gli utili esistono. I tagli no.

Pfizer ha guadagnato miliardi con i vaccini anti-Covid. Ha incassato soldi pubblici da tutti i governi del mondo. Ora che l’emergenza è finita, licenzia. Il meccanismo è quello classico del capitalismo farmaceutico: privatizzare i profitti, socializzare le perdite. I lavoratori di Catania pagano per la fine di un ciclo che ha arricchito gli azionisti.

Il meccanismo

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Il meccanismo è globale ma colpisce locale. Pfizer decide a New York, il taglio arriva a Catania. Lo stabilimento etneo produce farmaci per il mercato mondiale. Quando la domanda cala, la multinazionale taglia i costi. I costi sono i lavoratori. I macchinari restano, i brevetti restano, i profitti degli azionisti restano. I posti di lavoro no.

La Cisl parla di tavolo al Ministero. Il consiglio comunale di Catania si schiera con i lavoratori. L’arcivescovo scrive una lettera. Ma nessuno può obbligare una multinazionale a non licenziare quando decide di farlo. Il confine tra profitto e responsabilità sociale è stato cancellato da tempo. In una mano i miliardi, nell’altra le lettere di licenziamento.

Le conseguenze per i deboli

I 300 esuberi annunciati a Catania sono numeri, ma dietro ogni numero c’è una famiglia. Un mutuo. Un figlio all’università. Una vita costruita intorno a uno stipendio che non arriverà più. Catania non ha un tessuto economico capace di assorbire 300 lavoratori qualificati. Il tasso di disoccupazione giovanile in Sicilia è oltre il 30%. Dove andranno?

E non è solo Catania. Fumarola ha ragione: la vertenza Pfizer riguarda tutto il Paese. Perché se una multinazionale farmaceutica può licenziare 300 persone a bilanci sani, senza alcuna conseguenza, allora ogni lavoratore italiano è esposto alla stessa logica: il profitto prima della vita. La sanità che produce farmaci non è un diritto, è un mercato. E nel mercato chi non serve viene tagliato.

La domanda